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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica Calcinato

Le dipendenti Federica e Luisa si amano, il Comune le allontana: ora dovrà risarcirle

La Corte di Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado

Il Comune di Calcinato dovrà risarcire (per 22mila euro più altri 7mila di spese legali) le ex dipendenti Federica Lombardo, già responsabile dell'Ufficio tecnico, e Luisa Zampiceni, già comandante della Polizia Locale. Per la Corte d'Appello, che ha ribaltato la sentenza di primo grado, il municipio avrebbe mantenuto un atteggiamento discriminatorio per via dell'orientamento sessuale delle due donne, che nel 2020 si erano congiunte con unione civile.

Proprio per questo motivo, secondo i giudici, l'anno successivo Lombardo sarebbe stata esautorata dal suo incarico, secondo un principio di "rotazione" che in realtà non sarebbe "mai stato applicato prima": nello stesso periodo il presunto atteggiamento discriminatorio si sarebbe esteso anche a Zampiceni, che sarebbe stata "costretta a dimettersi".

La causa e la sentenza

Lombardo fa così causa al Comune: in primo grado il tribunale dà ragione al municipio, non è così in appello. La sentenza è chiarissima: "La giunta comunale - scrivono i giudici - è composta da almeno due assessori, tra cui il vicesindaco, che hanno manifestato in varie occasioni la loro disapprovazione dei legami tra persone omosessuali e il loro dissenso contro la legge per le unioni civili".

E ancora, sulla "rotazione" con cui Lombardo venne esautorata dall'incarico: "Una rotazione mai fatta prima, e nemmeno dopo", si legge ancora nella sentenza, e che non sarebbe stata deliberata nel 2020 (l'anno dell'unione civile tra Lombardo e Zampiceni) "per non destare sospetti: il criterio della rotazione degli incarichi non venne più applicato e furono nominati gli stessi responsabili che da 20 anni ricoprivano quel ruolo". Tranne per Lombardo e Zampiceni, per cui la Corte ora ne riconosce la discriminazione.

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