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Esultano i cacciatori: in Regione passa la deroga

Dopo la votazione di ieri al Pirellone, i cacciatori bresciani da settembre potranno impallinare a norma di legge anche storni, fringuelli, peppole, pispole e frosoni

Cantano vittoria i fucili bresciani, perché, sempre che non intervenga il Tar o la Corte Costituzionale a bloccare la legge sulla caccia votata ieri in Consiglio regionale con 39 voti favorevoli, 12 voti contrari e 3 astenuti, da settembre potranno impallinare a norma di legge anche storni, fringuelli, peppole, pispole e frosoni.

«La nuova formulazione della legge -ha sottolineato il consigliere bresciano del Pdl Mauro Parolini relatore della legge appena approvata - recepisce le indicazioni delle sentenze dello scorso anno e ci dovrebbe così in linea teorica mettere al riparo dal rischio di vedere il provvedimento bocciato dalla Corte costituzionale. Nei suoi contenuti il testo è equiparato e rispettoso delle direttiva europea in materia, alla quale si rifà direttamente: il prelievo delle specie in deroga quest'anno viene limitato entro una quota inferiore all'uno per cento».
 
Nella stesura della legge si è tenuto conto anche delle direttive contenute nell'ultimo prospetto riassuntivo redatto dall'Istituto Nazionale per la fauna selvatica, anche  se rimane ancora  in sospeso il problematico rapporto in materia con l'Unione europea, che in passato ha punito con pesanti multe i tentativi di deregolamentazione delle leggi venatorie varate dalla Regione. 
 
“Le normative sulla caccia appena licenziate dal Consiglio regionale,– affermano i consiglieri del Carroccio Marelli e Toscani, che si sono battuti a lungo su questo fronte –  rappresentano un atto doveroso nei confronti del mondo venatorio bresciano e lombardo. Un segno di attenzione e di rispetto per la pratica venatoria, da sempre parte integrante delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Oggi il Consiglio regionale ha ribadito le proprie prerogative su una materia spesso oggetto di contestazioni e di ricorsi, riaffermando il principio che la caccia in deroga deve ritenersi legittima a tutti gli effetti, anche in base alle direttive comunitarie. Restiamo in ogni caso convinti dell’esigenza di provvedere, in ambito parlamentare, al riordino della normativa statale affinché possa sostenere con efficacia l’attività legislativa delle Regioni.

 

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