Dopo Expo e Mose sarà il TAV?

Conferenza il 18 luglio alla Casa delle Associazioni, via Cimabue 10 - Brescia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Conferenza il 18 luglio alla Casa delle Associazioni, via Cimabue 10 - Brescia

Caro direttore,

converrà con me che normalmente il "gioco" delle tangenti si svolge sottotraccia, silenziosamente e se e quando viene scoperto tutti quanti a meravigliarsi e a constatare che questo cancro "sotterraneo" sembrerebbe insito nei grandi affari italiani.

Si scoprono così i trucchi usati per celare i fattacci. Non è mai accaduto come nel caso TAV, a mio ricordo ed ho vissuto già per ottantuno anni e la mia mente è ancora sana, che la corruzione fosse palese senza pudore e che nonostante le denunce le prime risalgono ormai a vent'anni fa, nessuno dico nessuno abbia, mai indagato. Non si tratta quindi nemmeno di fare la fatica di ricercare le colpe nascoste.

No, tutto è evidente, basta aver imparato l'alfabeto e quindi saper leggere. E pensare che le denunce provengono da autorevoli personalità come magistrati, economisti, giornalisti ed esperti e sono tutte pubbliche e pubblicate. Eccole alcuni esempi (gli altri saranno esposti durante la conferenza):

  • 1993 Luigi Preti - uno dei padri della Repubblica scrive una lettera a Beniamino Andreatta in cui metter in risalto le irregolarità TAV, annuncia d'aver presentato una denuncia alla Procura della Repubblica.

  • 1999 Ferdinando Imposimato - Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione, senatore della Repubblica (1987 e 1994) membro della commissione antimafia, Giudice Istruttore del "Caso Moro" ha pubblicato un libro "Corruzione ad Alta Velocità" che denuncia una nuova e più ampia e occulta (a quell'epoca n.d.r.) trama affaristica e riporta i nomi degli imprenditori pubblici e privati coinvolti.

  • 2007 Aldo Carosi e Fabio Viola - magistrati della Corte dei Conti, scrivono nella sentenza che riguarda TAV: Non v'è dubbio che, nel caso di specie, le convenzioni quadro e i contratti attuativi si basavano su stime di flussi e di ritorni economici dell'opera non solo aleatori, ma anche irrealistici e sostanzialmente inesistenti.

  • 2011 Andrea Malan rivela sul quotidiano confindustriale "24 ore" la scoperta che in Francia l'alta velocità costa un quarto rispetto all'Italia Come si arriva a questi numeri? Il Sole-24 Ore ha messo a confronto i costi di una linea AV italiana - la Milano - Torino - con quelli della tratta AV francese che collega Parigi con Lorena e Alsazia (Lgv-Est).

Il "Movimento 5 Stelle" ha organizzato l'incontro con Brescia per chiarire anche l'inutile ferita che sta subendo la città per una stazione TAV dove questo treno, per evidenti ragioni tecniche ed economiche, non arriverà mai. Di tutto ciò e di altro si parlerà in quell'occasione per vedere di fermare la disinformazione e la corruzione. Non basta, a mio personale parere, la dichiarazione di Matteo Renzi che nel maggio 2013, intervenendo al Salone del libro di Torino, affermava "di non credere a quei movimenti di protesta che considerano dannose iniziative come la Torino - Lione. Per me è quasi peggio: non sono dannose, sono inutili. Sono soldi impiegati male". Mi viene da dire "Caro TAV, quanto ci costi!".

Antonio Scanziani Champ

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