Sciopero generale Cgil: grande successo di partecipazione

Lungo le vie del corteo cittadino abbiamo incontrato esponenti sindacali e esponenti politici, della Cgil e del Pd. Il giudizio sulla manovra è unanime, come pare unanime l'intenzione di proseguire nella mobilitazione

Damiano Galletti e Paolo Corsini

Il lungo corteo della Cgil, partito da Piazza Garibaldi per fermarsi poi in Corso Zanardelli per i comizi conclusivi, è andato ben oltre le aspettative degli stessi organizzatori, con una partecipazione che dovrebbe aver superato le diecimila persone. Stesso discorso per lo sciopero generale di otto ore che ha coinvolto le diverse categorie interessate: “La Cgil ha dato un segno di grande responsabilità a questo Governo irresponsabile – commenta Morena Piccinini della Cgil nazionale, presidente del patronato dell’organizzazione sindacale Inca – che vuole intenzionalmente portare il Paese al massacro, un Paese che invece da questo Governo dovrebbe essere salvato, così come dovrebbe essere salvato da questa aggressione economica”.

“Bisogna proporre delle politiche per la crescita, non delle politiche per la caduta – continua l’ex segretaria confederale – La vera alternativa è un atto di responsabilità: devono riconoscere che non ce la fanno e che si deve cambiare completamente politica, politica economica, politica sociale e politica del lavoro. Per ridare finalmente dignità all’Italia”. Il segretario della Camera del Lavoro di Brescia Damiano Galletti pone l’accento sull’articolo 8 contenuto nel decreto in discussione: “E’ chiaro che dal punto di vista delle relazioni sindacali se l’articolo dovesse passare e diventare legge sarebbe un’abrogazione dello Statuto dei Lavoratori. La Cgil, a livello nazionale e a livello bresciano, non accetterà mai alcuna deroga riguardo al contratto nazionale e allo Statuto dei Lavoratori”.

Tra i tanti difetti della manovra correttiva questo è il più clamoroso: “Io non so cosa c’entra smantellare il diritto del lavoro con il rimediare alla crisi economica. Se le cose non cambiano le relazioni sindacali vivranno una situazione di conflitto, si inaspriranno le lotte, si produrranno nuovi malesseri e nuove difficoltà in tutte le aziende”. Nel giorno dello sciopero e del corteo non sono mancati anche gli esponenti del Pd di Brescia, partito che ha ufficialmente aderito all’iniziativa Cgil lo scorso 2 settembre.

“Questa è una manifestazione da condividere – spiega l’ex sindaco di Brescia Paolo Corsini – perché è legittimo che il sindacato giudichi una manovra in corso e voglia correggerla e condizionarla, nel segno di un’equità che questo decreto assolutamente non garantisce. E poi l’articolo 8, una scelta arbitraria e fuori tema che mortifica l’intero sistema delle organizzazioni sindacali, liberalizzando di fatto i licenziamenti, cosa mai avvenuta in Italia negli ultimi 40 anni”.

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“Senza dubbio si è trattato di uno sciopero giusto contro una manovra ingiusta – aggiunge il segretario provinciale Pietro Bisinella – Ormai siamo alla frutta, ogni quarto d’ora esce una proposta diversa che annulla la precedente, siamo veramente allo sbando. La mobilitazione generale serve per dire ad alta voce che così non può andare, e che c’è davvero bisogno di realizzare riforme strutturali che diano un futuro e una prospettiva a questo Paese”.

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