Renzi über alles: ma a Brescia Cuperlo sorpassato anche da Civati

I risultati delle primarie PD in terra bresciana: quasi record di affluenza, oltre 47mila votanti, meglio che nel 2007 e che nel 2009. Renzi vince con il 70%, Cuperlo e la 'sinistra' crollano sorpassati anche da Civati

Una svolta epocale, seppur preventivata. La fine di un’epoca, ha suggerito qualcuno: e non solo perché ha (stra)vinto Renzi, ma perché il “nuovo” che avanza insieme fa quasi l’82%, e quel Cuperlo che se l’era (quasi) giocata nelle assemblee degli iscritti a voti aperti ha preso una mazzata sui denti come non mai. La testa bassa, di chi una volta alle Feste dell’Unità aveva la falce e il martello, ora si vede proiettare una croce.

Affluenza elevata, in tutto il Paese poco più di 2,5 milioni di persone al voto. Chiaro che il ‘sondaggio’ leghista era interno e poco più, ma da lontano il confronto viene naturale, sui 13mila votanti del partito che si definisce “l’unico radicato sul territorio”. A Brescia forse il PD ha perso, ma ha pure vinto: ha spazzato le malelingue della vigilia, sui voti ridotti e sul pessimismo numerico, ha quasi fatto il record sul 2012, quando però si votava alle primarie dell’intero centrosinistra.

A mettere la X su uno dei tre candidati ben 47607, più del 2007 e più del 2009, a un passo dall’exploit dello scorso anno, ma in tutta Italia votarono più di tre milioni. Nessuna sorpresa sul risultato, plebiscito annunciato per il toscano Matteo Renzi, 33512 voti e 70,54%; fa più rumore invece il ‘tracollo’ dell’ala ‘sinistra’ del Partito Democratico, il friulano Gianni Cuperlo che scivola al terzo posto a Brescia, sorpassato anche dal brianzolo Pippo Civati.

6860 per il candidato sostenuto anche da Miriam Cominelli e Paolo Corsini, 7133 per il Civati che oltre al PD aveva annunciato di voler cambiare tutto, Italia compresa. E qualcosa infatti è cambiato, come in quel film con Jack Nicholson ed Helen Hunt, il burbero scrittore che rinuncia alle sue (vecchie) abitudini per rifarsi tutto nuovo, per conquistare la bella bionda della porta accanto.

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Metafora, voluta o meno, sull'Italia elettorale dell'anno che viene. Intanto anche dalla sede bresciana di Urago sembra una gara a chi è più contento, neosegretario Michele Orlando compreso che per primo annuncia orgoglioso i dati sull’affluenza dell’Immacolata ‘democratica’. Ma che, ovviamente, un po’ di acido questa mattina l’avrà avuto, come in tanti che a lui hanno dato il voto, nel congresso provinciale, e che ieri l’hanno dato a Cuperlo. Clamorosamente sconfitto.

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