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Referendum provinciale sull'acqua: quando, come e perché si vota

Domenica 18 novembre, i bresciani verranno chiamati alle urne per il referendum provinciale sull’acqua

"Volete voi che il gestore unico del Servizio Idrico Integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?". E' il quesito con cui il 18 novembre, dalle 8 alle 22, i bresciani verranno chiamati alle urne per il referendum provinciale sull’acqua.

Attualmente Acque Bresciane srl, il gestore unico dell'acqua, è in mano pubblica, ma - nel 2015 - in Provincia venne approvata una legge che prevede di attuare una gestione mista: ai privati potrebbe andare fino al 49% della società. Il referendum è stato indetto proprio per bloccare l'accesso dei privati (tra gli interessati ci sarebbe anche A2A).

Si tratta di un referendum consultivo, quindi non è previsto alcun quorum. Per votare bisognerà presentarsi al seggio indicato sulla tessera elettorale con un documento d’identità.

Perché un referendum sulla gestione del servizio idrico integrato?

Questa la spiegazione del comitato che ha raccolto le firme: "Il nostro Comitato ha deciso di intraprendere questo percorso, l’unico possibile, perché entro il 31.12.2018 sarebbe stata finalizzata la “svendita”  attraverso gara, del 49% del gestore unico provinciale Acque Bresciane Srl che gestirà il servizio idrico integrato in provincia di Brescia fino al 2045. Questa cessione al privato della maggioranza relativa di AB srl segnerà la definitiva privatizzazione del SII dell’intera provincia di Brescia. Il nostro Comitato ha quale obbiettivo politico di dare voce ai cittadini sulla una decisiva presa dai vertici politici provinciali senza una preventiva verifica della volontà popolare".

Una volta svolto il referendum cosa intendete fare?

"Fermare la gara è il primo obbiettivo - spiegano ancora i responsabili del comitato -, sarà poi necessario  lavorare  perché   i  sindaci  non sovvertano  il risultato referendario ma invece supportino la decisione di andare verso una vera gestione pubblica dell’acqua, nell’interesse dei cittadini, trasformando AB srl in un’azienda speciale cioè un Ente di diritto pubblico, solo così sarà recepito lo spirito del  referendum del 2011".

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