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Primo Maggio a Brescia: migliaia di coccarde rosse per la festa dei lavoratori

Quasi 2000 persone a Brescia, nonostante la pioggia, per celebrare la festa dei lavoratori. Il corteo partito da Piazza Garibaldi si è poi diviso in tre diversi comizi. Gli interventi e le foto della giornata

La testa del corteo che arriverà in Loggia - Foto (C) BresciaToday.it

Una coccarda rossa: questo il simbolo del Primo Maggio bresciano. Sui cappotti e sulle giacche, alle bandiere e alle cinture. A centinaia: attaccate con una sola spilla, caparbia e che non si arrende. Così come le circa 2000 persone (nonostante la pioggia) che domenica mattina hanno invaso pacificamente la città, per celebrare la festa dei lavoratori.

Il lungo serpentone ha attraversato il centro, partito alle 9.30 o poco più da Piazza Garibaldi. Come da anni ormai, il corteo unito ma diviso si è poi “spezzato” in vista dei comizi: i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) in Piazza Loggia, gli internazionalisti di Lotta Comunista in Piazza Mercato, gli antagonisti legati al Magazzino 47 in Piazza Rovetta.

Non solo bandiere e striscioni: tanti, tantissimi ombrelli. Ma la pioggia non ha fermato la “festa dei lavoratori di tutto il mondo”, anche e soprattutto a Brescia dove la quota di immigrati (quelli che lavorano) arriva quasi a sfiorare un quarto degli occupati. E sono tutti giovani.

La dedica amara alle tragedie del Mediterraneo, dal palco di Piazza Mercato. “Il mar Mediterraneo in questi anni ha accolto 23mila morti: una vergogna – la voce si alza dal microfono – Così come è vergognosa una società che riesce a programmare un viaggio su Marte, quasi 200 milioni di chilometri, e non riesce invece a garantire l'attraversamento in sicurezza di poche decine di chilometri di mare”.

L'invasione, il razzismo: temi utili "solo a chi fa campagna elettorale". “Non siamo ingenui né ipocriti: sappiamo bene che l'immigrazione porta problemi, ma allo stesso tempo ne risolve tanti altri. Cosa sono 150mila persone – i profughi in arrivo in Italia, ndr – su una popolazione di 60 milioni? Una persona ogni 400. Si aizza la paura, e solo per un pugno di voti”.

Tema ripreso anche dal palco della Loggia. Dove si parla anche di Jobs Act, di aziende che chiudono, delle difficoltà dei lavoratori metalmeccanici, delle poste, del commercio, dei trasporti: “Lavoratori che sono stati privati degli ammortizzatori sociali, grazie alle leggi di Renzi. La crisi la stiamo pagando cara”.

Da Piazza Rovetta il richiamo all'emergenza abitativa, alla nuova legge regionale sulla casa, al razzismo “istituzionale e non”. Lo slogan: "Lotta il Primo Maggio, lotta tutto l'anno". E un duro affondo alla “gestione italiana” della protesta sul Jobs Act, “neanche un minuto di sciopero quando invece in Francia sapete bene cosa sta succedendo”. Legge Hartz in Germania, Jobs Act in Italia, Loi Travail in Francia: la ristrutturazione europea. 

La colonna sonora: la banda sotto gli archi della Loggia non può che intonare l'Internazionale. Poi si sente di Che Guevara, ritmi ska tra i più giovani, ancora l'inno dei lavoratori di tutto il mondo che apre e chiude il comizio di Piazza Mercato. Dove arriva infine l'invito a organizzarsi, “lungo una strada impegnativa e piena di ostacoli: ma non c'è alternativa possibile”.

“Dalla nostra parte un futuro di speranza, dalla vostra un futuro di paura, guerra, fame e miseria. Celebriamo il Primo Maggio, la giornata che testimonia tutte le vittorie dei lavoratori, il vero respiro di questo mondo”.

Postilla: tra le vie del centro anche il “poeta rivoluzionario” Paul Polansky. Nato come “boxing poet”, che “cantava” di boxe, di miseria e riscatto, in fuga dagli States ai tempi del Vietnam, strenuo difensore degli emarginati. Per un po' si fermerà a Brescia: sta ancora scrivendo di San Faustino.

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