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Quando l'eros diventa degrado: la Loggia vieta i sexy shop in centro

Le novità della variante al Pgt di Brescia, che prevede tra l'altro 33 opere pubbliche per 33 quartieri. Spicca il diniego della Loggia a nuovi sexy shop, sale slot e call center. Ma pure ai nuovi ospedali

La decisione sembra inappellabile: mai più sexy shop tra le mura del centro della città di Brescia. Sarebbe questa la nuova 'linea' della giunta comunale capitanata dal sindaco Emilio Del Bono, proprio nei giorni in cui in Loggia si è discusso dell'inevitabile variante al Pgt, e che come raccontato dal Corsera prevede la bellezza di 33 interventi pubblici, anche di rilievo, uno per ciascun quartiere.

Tra questi sicuramente saltano agli occhi il nuovo campus al posto della Randaccio, la prefettura invece al posto della caserma Goito. Ci sono poi i sentieri della Maddalena, il parco di Via Sabbioneta, una vaga 'riqualificazione' di Via Milano, la sistemazione di Largo Formentone, il recupero della Chiesa del Cristo Re.

Anche a Mompiano interventi previsti nella zona dello stadio, oppure la nuova pista ciclopedonale che dovrebbe arrivare fino a Sant'Eufemia, e allo stesso tempo il potenziamento della piste ciclabili verso il centro della città. In ottica sociale anche la realizzazione di un nuovo stabile convenzionato nell'immobile di Via Corsica sequestrato alla mafia, e di alloggi per anziani e disagiati in una cascina di Verziano.

Tornando agli 'indirizzi' contenuti nel Piano delle Regole, come detto spicca il diniego ad ogni futura ipotesi di sexy shop. Così come per le nuove sale slot, call center o internet point, perfino i negozi di 'money transfer', per cambiare o inviare moneta all'estero. Al vaglio anche l'ipotesi di una valorizzazione 'piena' degli edifici storici, d'ora in poi da restaurare e da 'colorare' secondo canoni architettonici ben precisi.


Tra le tante novità anche il 'blocco' delle nuove strutture ospedaliere: perplessità dalla minoranza, che cita il caso emblematico della Casa Moro di Via Crespi. Ma intanto qualcosa di nuovo arriverà, con i nuovi servizi sanitari (e forse ambulatori) da realizzarsi nell'ex serra che sta tra il pronto soccorso e l'obitorio dell'ospedale Civile.

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