Il Pd bresciano aderisce allo sciopero generale indetto dalla Cgil

"E' una manovra sbagliata, iniqua e depressiva, che fa pagare i costi della crisi alle categorie più deboli e agli enti locali, con conseguenze gravissime sui servizi sociali e territoriali", si legge in una nota rilasciata dal partito

Il Pd di Brescia aderisce allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre. Tra i sostenitori dell’iniziativa, una settantina di esponenti del partito tra cui dieci sindaci. In una nota rilasciata dal partito, vengono elencati i motivi della scelta.

“Noi, esponenti a vario titolo del Partito Democratico il 6 settembre parteciperemo allo sciopero e alla manifestazione indetti dalla Cgil contro la nuova manovra del governo. ”, si legge in una nota, “E’ una manovra sbagliata, iniqua e depressiva (anche nella seconda versione), che fa pagare i costi della crisi alle categorie più deboli e agli enti locali, con conseguenze gravissime sui servizi sociali e territoriali (il taglio confermato è, comunque, enorme). Nella totale confusione hanno addirittura pensato (per poi fare macchina indietro) di mettere in discussione il riscatto degli anni del servizio militare e dell’università. Il Pd ha presentato una vera e propria contro manovra che sposta il carico sui ceti più abbienti, sugli evasori, su una serie di misure di sostegno alla crescita e allo sviluppo, sulla riduzione della spesa pubblica e sui tagli ai costi della politica”.

“Riteniamo”, prosegue il testo  dei democratici, “che la mobilitazione dei lavoratori e della società sia essenziale perché in parlamento possano essere introdotte rilevanti modifiche, nel segno della giustizia e dell’equità sociali Per quanto siano comprensibili alcune obiezioni emerse all’interno del Pd, valutiamo più forti le ragioni, espresse anche da Bersani, di una partecipazione alla mobilitazione”.

“Nella manovra c’è una parte sul lavoro e sulla contrattazione”, spiegano, “ che va contro il recente e positivo accordo tra le parte sociali in materia contrattuale, introducendo la derogabilità del contratto nazionale e fantomatici accordi aziendali che possono prevedere anche il licenziamento senza giusta causa. E’ una nuova dimostrazione della irresponsabile strategia del governo che colpisce i diritti dei lavoratori e alimenta la divisione sindacale”.

La lettera e lo spirito dell’accordo sindacale del 28 giugno”, concludono il comunicato, “  vanno, invece, salvaguardati sia per il merito sia per il contributo alla costruzione di rapporti unitari tra i sindacati, fondamentali per avviare una nuova stagione economica e sociale che faccia uscire l’Italia dalla stagnazione a cui la stanno condannando la Destra e la Lega. Per tutte queste regioni auspichiamo una grande partecipazione allo sciopero del 6 settembre”.  
 

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