Regione e Provincia tremate! «Uniti per dire basta alle discariche»

Da Berlingo a Rovato, sette comuni chiedono un incontro urgente per cambiare direzione, per smetterla con gli attacchi all'ambiente e al territorio. E a Castegnato si cerca di bloccare la discarica di Bosco Stella

Berlingo, Castegnato, Cazzago San Martino, Paderno Franciacorta, Passirano, Rovato e Travagliato. Sette sindaci e sette Comuni alla strenua difesa del proprio territorio, su cui giorno dopo giorno pende una minaccia ambientale costante e che ora potrebbe anche peggiorare. Dario Ciapetti, Giuseppe Orizio, Giuseppe Foresti, Antonio Vivenzi, Daniela Gerardini, Angelo Bergomi e Daniele Buizza, firmatari di una richiesta formale di un incontro urgente agli assessori regionali Marcello Raimondi e Daniele Belotti (Ambiente e Territorio) e provinciali Giuseppe Romele e Stefano Dotti (Assetto Territoriale e Tutela Ambiente Ecologia e Attività Estrattive).

“Questa parte di territorio bresciano – scrivono i sette sindaci – è già ampiamente martoriato dalla presenza di cave, discariche e grandi infrastrutture viabilistiche, mentre altri progetti si stanno pericolosamente e inspiegabilmente concentrando in questa area”. I sindaci ribadiscono il loro no alla realizzazione di nuove discariche, facendo riferimento a motivazioni già ampiamente discusse: “La politica deve riappropriarsi della capacità di poter dialogare con Enti comunali e sovra comunali, ma deve anche avere la capacità di ergersi ad arbitro della pianificazione del territorio, senza assoggettarsi a scelte privatistiche dettate da interessi economici”.

Chiaro riferimento anche alla discarica di Bosco Stella a Castegnato, un discorso mai così attuale e che coinvolgerà anche i territori di Ospitaletto, Paderno e Passirano. “Siamo molto preoccupati – racconta a BresciaToday Giuseppe Orizio, primo cittadino di Castegnato – perché questo è un sito ritenuto molto interessante per fare discariche. In tanti hanno parlato di esproprio (come accaduto nel Comune di Travagliato, ndr) ma purtroppo nel nostro caso l’attività estrattiva è ancora in corso, e il Piano Provinciale Cave prevede che ci sia escavazione fino al 2015”.

Ma forse una soluzione c’è, con una variante al Pgt: “Se riusciremo ad approvare la variante potremo coprire il ‘buco’ di Bosco Stella, 315mila mq, realizzando una sorta di polo dell’energia con impianti a biomasse, serre, pannelli fotovoltaici, recupero della differenziata, oltre a un centro di ricerca. Continueremo a ribadire il nostro no per tanti motivi, tra cui una ragione di fondo da non sottovalutare. Il territorio di Castegnato è occupato al 4% da cave e discariche, noi la nostra parte l’abbiamo già fatta, abbiamo già dato”.

I tempi stringono, e quel citato incontro sarebbe meglio farlo prima che la Regione avvii le procedure di regolarizzazione della VIA Valutazione di Impatto Ambientale. “Siamo in sette Comuni, maggioranza e opposizione – continua Orizio – con un obiettivo, un percorso e un comportamento condiviso. Vogliamo parlare con gli assessori di competenza, in Provincia e in Regione, vogliamo mantenere alta l’attenzione”.

E l’ipotesi della manifestazione popolare? “Di certo è un’ipotesi prematura, ma non da escludere. Vedremo cosa decideranno”. Intanto nei prossimi giorni a Castegnato è prevista un’assemblea pubblica, a cui parteciperanno i sindaci coinvolti, i comitati territoriali e ambientalisti, i cittadini. Per aprire un confronto e illustrare il progetto alternativo, per condividere ancora di più un pensiero già diffuso.
 

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