Matrimoni gay, Castelletti: "Li farei sposare a Brescia anche domani"

Botta e risposta, a distanza, tra il vicesindaco di Brescia Laura Castelletti e il ministro degli Interni Angelino Alfano sulle nozze gay. "La famiglia non si tocca". "Fosse per me li farei sposare a Brescia anche a domani"

Matrimonio gay in Florida, Stati Uniti

E tutto cominciò con un tweet. In fondo siamo nell’epoca dei botta e risposta mai così brevi, 140 caratteri. Immaginate il putiferio: il ministero dell’Interno Angelino Alfano che firma la circolare sul divieto ai Comuni italiani di trascrivere i matrimoni gay, celebrati all’estero. Rinforzandola, appunto, con un tweet: “La famiglia non si tocca”.

Dall’altra parte (dei partiti) si è mosso il PD, o meglio il centrosinistra. Sempre su Twitter, ovviamente. Come il presidente Matteo Orfini: “I matrimoni gay? Preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia”. O il sindaco di Roma, Ignazio Marino: “Alfano forse vive nel secolo sbagliato”.

A livello locale l’affondo più consistente è del vicesindaco di Brescia Laura Castelletti: “E’ giusto che i gay possano sposarsi, i matrimoni contratti all’estero dovrebbero essere registrati anche in Italia. Ogni Comune dovrebbe avere un registro”.

“Serve una presa di coscienza – continua Castelletti – Fosse per me trascriverei matrimoni gay già domattina. Queste convivenze le abbiamo nella casa accanto. E sono vissute benissimo”.

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