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Legambiente Brescia contro il nuovo Pgt ‘di cemento’

L'associazione ambientalista presenta le sue osservazioni circa la bozza del Documento di Piano del Pgt di Brescia, riassumendole in quattro punti fondamentali: consumo, riqualificazione ecologica, mobilità e volumetrie

Il punto è questo: il nuovo Pgt presentato dall’amministrazione comunale di Brescia prevede un massiccio intervento edilizio ben distribuito lungo tutte le aree cittadine. Numerosi gli esempi, dalla riduzione evidente del parco agricolo di San Polo alle varie proposte relative a Via Costalunga, Via Triumplina o Via Torricella, fino all’ampliamento (praticamente un raddoppio) delle attuali dimensioni del Villaggio Sereno. Il Comune di Brescia non va per il sottile, e il Pgt in discussione prevede addirittura un aumento della popolazione di oltre 20mila unità, senza però aver preso i considerazioni le possibili conseguenze d’impatto, sull’aria, sull’acqua, sui rifiuti e sulla mobilità stessa. Legambiente Brescia presenta le proprie osservazioni sulla questione, inoltrando tra l’altro un’istanza che riassume in quattro punti critici le proposte alternative alla possibile cementificazione massificata.

“Abbiamo cercato di riassumere la nostra istanza in quattro concetti chiave – spiega Isaac Scaramella – ma il nostro obiettivo non è una critica a priori ma piuttosto ottenere un Pgt migliore per Brescia. Quello che vogliamo è una città sostenibile, con una pianificazione organizzata della mobilità. I nostri suggerimenti non sono stati presi in considerazione nell’attuale bozza del progetto, un progetto realizzato male e troppo in fretta, tenendo conto solo dei compromessi locali senza una visione complessiva per la città”. La città ecologica è tutt’ora un miraggio, e lo dimostra anche la Valutazione Ambientale Strategica che ha seguito la presentazione del Documento di Piano.

“In questo caso la reale funzione della Vas viene vanificata – aggiunge Alberto Platto – riducendola ad una mera enunciazione. Un metodo totalmente scorretto e pieno di carenze, con una sorpresa finale: la regolamentazione di opere già pianificate, 30 progetti speciali non inseriti nella Valutazione ma già pronti alla trasformazione edilizia. Non esiste un obiettivo a lungo termine sulle emissioni di CO2, non si prende in considerazione la mobilità, non si prevedono interventi correttivi”. Della stessa idea anche Carmine Trecroci: “Stiamo parlando di una Vas sterile e solo formale, che su molte cose non dice assolutamente nulla”.

“Gli atti amministrativi dovrebbero essere trasparenti poiché sono politiche pubbliche destinate ad avere un impatto sulla comunità. E invece non c’è alcuna logica, non è stata fatta alcuna analisi né sul traffico né sull’impatto economico: questo significa non realizzare alcuna politica pubblica, anzi siamo di fronte ad un metodo diametralmente opposto, con esempi clamorosi destinati a sfigurare la città”. Ma la polemica non finisce qui, perché l’amministrazione comunale pare abbia anche violato il terzo comma dell’articolo 13 della legge regionale sul Pgt, quello relativo ai termini di presentazione dei vari piani correlati, dal piano regole al piano servizi.

“Non c’è stato alcun confronto – denuncia Pietro Garbarino – con le associazioni, con i sindacati, con i comitati e con gli ordini professionali. Il Comune si è limitato a ricevere i suggerimenti ma solo sul Documento di Piano, nascondendo due parti su tre a chi avrebbe dovuto, per obbligo di legge, presentare le dovute osservazioni. Sotto tale profilo si rileva pertanto una grave violazione delle norme primarie che regolamentano l’iter di formazione del Pgt, il Comune si è dimostrato responsabile di inadempienza. Di ciò ovviamente sarà tenuto conto nelle sedi opportune”.

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