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La discussione sul Pgt si accende. La Lega guida la maggioranza

Tra gli emendamenti approvati, quello che vieta l'ampliamento della moschea di via Corsica. Anche sui grandi centri commerciali il Carroccio non molla: sarà aumentato il fattore k per gli oneri di urbanizzazione

Anche durante la discussione per il nuovo Pgt continuano le barricate della Lega contro la costruzione di nuove moschee. Già la mattina era iniziata molto su di giri e con tre quarti d’ora di ritardo a causa dell’assenza proprio dei consiglieri leghisti.

Tra gli emendamenti approvati, quello che vieta l’ampliamento della moschea di via Corsica, presentato dagli esponenti del Carroccio, e sottoscritto anche dai capigruppo del Pdl e Udc, ha ottenuto il voto favorevole dell’aula del consiglio comunale.
Dei circa cento presentati da maggioranza e opposizione, quello della Lega era il primo della lista. Nello specifico, bloccherà la possibile espansione del 30% del centro di culto. Nel Pgt era infatti presente una riclassificazione della cascina in questione come centro culturale, norma, questa, che avrebbe consentito un intervento di ampliamento. Ma per bloccare tale possibilità, l’emendamento della Lega farà rientrare la cascina nei vincoli di tutela del centro storico.

La maggioranza ha dovuto mandar giù altri veti del Carroccio, finora tramutati  in raccomandazioni alla giunta che non richiedono la votazione del consiglio. Molto atteso era quello sui grandi centri commerciali, dato che il capogruppo Nicola Gallizioli e i suoi si erano sempre detti contrari a grandi cubatore e non hanno, com'era facile prevedere, cambiato idea all’ultimo.
E' stato così fatto approvare un emendamento che prevede di aumentare il fattore k per gli oneri di urbanizzazione a carico di chi costruisce immobili per la grande distribuzione. “Bisogna agevolare chi costruisce case di pregio o negozi di vicinato piuttosto che la realizzazione di grandi superfici di vendita”, ha dichiarato il capogruppo leghista. Intanto, fuori in piazza Loggia, monta la protesta per un piano che viene definito da ambientalisti e partiti di sinistra una terrificante colata di cemento.
 

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