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Sindaco e cittadini protestano in Prefettura contro l'arrivo dei profughi

La notizia dell'imminente arrivo di tre richiedenti asilo a Castelcovati ha scatenato l'ira del sindaco Camilla Gritti: "Non è giusto, ci sono tanti castelcovatesi in difficoltà che non vengono aiutati dallo Stato"

 Nuovi arrivi e nuove infuocate proteste. A mandare su tutte le furie Camilla Gritti, sindaco di Castelcovati, è la notizia ricevuta giovedì all'ora di pranzo dalla Prefettura di Brescia: tra pochi giorni anche il comune che amministra darà ospitalità ai richiedenti asilo. Non un'ondata di migranti, ma tre persone, che alloggeranno in un'abitazione di un privato e saranno prese in carico dalla associazione Concordia di Chiari. 

 Tanto è bastato per scatenare l'ira del sindaco, che ha impugnato carta e penna per informare i propri cittadini,  pubblicando poi la missiva su Facebook, e organizzando in tempo record le azioni di protesta. Il sit-in, a cui hanno partecipato alcuni dei suoi concittadini (4 nuclei famigliari in difficoltà) che ha tenuto banco sotto gli uffici della prefettura. Il messaggio lanciato dalla leghista Gritti è molto chiaro: “Non ci sto. Prima devo essere aiutati i miei cittadini, poi si può parlare di accoglienza”, la ragione dell'ostinata presa di posizione starebbe nella profonda crisi vissuta da circa 1/3 dei

castelcovatesi.

“Castelcovati detiene il record  provinciale di disoccupazione, il redditto pro capite è il più basso del bresciano – fa sapere il sindaco- ci sono intere famiglie che non hanno mezzi di sussistenza. Secondo una meticolosa indagine svolta dal comune nel 2015, circa 2000 dei 6700 abitanti sono disoccupati, inoccupati, in mobilità o in cassa integrazione e percepiscono un reditto annuo inferiore ai 7000 euro. Poi ce ne sono altri che lavorano, ma sono trattati come bestie. Proprio ieri ho ricevuto un uomo che ha dei problemi di salute e dovrebbe farsi operare, ma non può farlo perché non ha tutele contrattuali e perderebbe il lavoro. Ho chiesto più volte aiuto alla Prefettura per queste situazioni, ma non ho mai avuto risposte."

Ecco perchè nel pomerggio di venerdì il sindaco e i rappresentanti di alcune famiglie in difficoltà si sono presentati in Broletto, dove sono stati ricevuti dal Prefetto.

"A costo di apparire insensibile - prosegue il sindaco-  ritengo che, allo stato delle cose, è evidente un trattamento discriminatorio ai danni di quei cittadini di Castelcovati che vengono trattati dallo stato come cittadini di serie B. Mi hanno detto che questi clandestini in arrivo potranno aiutare il comune con lavori socialmente utili. Ma anche tanti dei miei cittadini in difficoltà hanno avanzato tale richiesta, solo che a loro non posso che dire di no, dato che da tre anni non posso più emettere vaucher per il loro pagamento. Questi che arrivano, che non so chi siano, quanti anni abbiano e da dove vengano, avranno i 35 euro al giorno  messi a disposizione dalla Prefettura, però non pagheranno né la tassa dei rifiuti né la Tasi, come invece devo fare tutti i

castelcovatesi. È profondamente ingiusto.”

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