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Studente di destra aggredito fuori da scuola: condannati gli antagonisti

Condannati Michele Borra e Letizia Benedini: il primo a 1 anno, la seconda a 9 mesi. Nel marzo del 2013 avrebbero aggredito il giovane studente Riccardo Daini, militante di Lotta Studentesca (Forza Nuova)

La sentenza per il momento parla chiaro: i due antagonisti, legati al mondo del Magazzino 47, tre anni fa aggredirono un giovane del “giro” di Forza Nuova, militante di Lotta Studentesca. Sarebbe stato aggredito fuori da scuola, fuori dal Marco Polo. Per l'accusa, addirittura, si trattò di “un'azione premeditata”: e ora il giudice del Tribunale di Brescia ha emesso la sentenza. Andando oltre le richieste dello stesso pm.

Condannato a 1 anno di reclusione Michele Borra, e con lui (9 mesi) Letizia Benedini. Sono entrambi giovanissimi. L'aggressione la mattina del 26 marzo 2013, prima delle 9 del mattino. Ad avere la peggio fu Riccardo Daini, militante dell'estrema destra di Forza Nuova.

La difesa ha sempre sostenuto il contrario: né premeditazione né tanto meno pestaggio. Basterebbe prendere in esame un video per assolvere i due imputati, hanno spiegato gli avvocati difensori: Michele Borra sarebbe stato inquadrato, a distanza, mentre faceva colazione.

La richiesta del pm era di “soli” 7 mesi per Borra, e addirittura di assoluzione (con formula dubitativa) per Benedini. Lunedì mattina le cose sono cambiate. In tribunale, dentro e fuori, presenti militanti di Forza Nuova e degli antagonisti.

Volano insulti pesanti: “Tornatene nelle fogne”, da una parte. “Lavatevi, zecche”, dall'altra. La reazione del Magazzino 47 alla condanna: “Per il Tribunale di Brescia la testimonianza di un giovane fascista vale più di una prova video e di una testimonianza super partes”.

“Una vergognosa sentenza di condanna contro due militanti antifascisti e antagonisti bresciani, accusati di aggressione e lesioni ai danni di uno studente appartenente a Lotta Studentesca, formazione giovanile del partito neofascista di Forza Nuova”.

“Ancora una volta, senza prove chiare – conclude il comunicato – la magistratura e le forze dell'ordine si fanno garanti della difesa e della legittimazione di chi fomenta impunemente odio razziale nelle nostre città”.

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