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Umberto Bossi cantante, finalmente si può ascoltare

Il capo della Lega, con lo pseudonimo di Donato, nel 1964 incise due canzoni: "Ebbro" e "Sconforto". All'interno il link per ascoltarne uno stralcio degli originali

Mirko Dettori musicista con la passione per le canzonette d’epoca, aveva scovato in un vecchio cassetto di casa sua un cimelio assoluto per i “feticisti” non solo dei vecchi 45 giri, ma anche della politica. Come riporta il Corriere della Sera, si tratta del disco – di cui si era sempre favoleggiato ma che nessuno aveva mai rintracciato né tantomeno ascoltato – inciso nel 1964 dall’allora ventunenne Umberto Bossi.

Dettori aveva messo in vendita su un sito specializzato quella «chicca» per una cifra iperbolica, 250 mila euro, che lui per primo aveva definito una provocazione. Come è andata a finire? In questi mesi, racconta il musicista che vive a Brescia, di offerte ne sono arrivate: siamo naturalmente lontani dalla “sparata” iniziale, ma anche da quotazioni che più realisticamente si possono portare a casa. Si sono fatti avanti tanto appassionati di musica quanto militanti leghisti. Sul vinile, edito per la scomparsa casa discografica Caruso, Bossi – che nella sua breve carriera musicale usava lo pseudonimo di Donato – sono incisi due brani, scritti dal senatur in coppia con il musicista Umberto Mazzucchelli: Ebbro, che è un boogie woogie, e Sconforto, definito secondo i canoni dell’epoca rock lento.

Adesso vengono svelate piccole porzioni di quei brani, non certo destinate a cambiare la storia della musica ma di sicuro ad attirare la curiosità sulla biografia di un personaggio che, molti anni più tardi, ha intrapreso una strada del tutto diversa. Bossi per primo, rievocando i suoi trascorsi canterini, bocciò quell’esperienza: “Erano proprio brutte canzoni”. Mirko Dettori non si sbilancia in giudizi, ma stuzzica lo stesso le corde emotive del senatur: “Se riascoltando la sua voce di ventenne proverà almeno un po’ di emozione, sarò contento”.

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