Tensione alle stelle: Piazza Duomo divisa tra applausi e contestazioni a Silvio Berlusconi

Giornata di duro lavoro per le forza dell'ordine, in una città divisa per l'arrivo del leader Pdl. Tanta la tensione, davanti al Duomo sostenitori Pdl "scortati" per non essere raggiunti dalle centinaia di contestatori

Silvio Berlusconi parla in una piazza Duomo, a Brescia, divisa visibilmente a metà tra sostenitori e contestatori che accompagnano tutto il suo intervento contrapponendo applausi a fischi, incitamenti a improperi vari.

Una manifestazione prevista a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Adriano Paroli, ma che, con i recenti avvenimenti giudiziari, ha avuto come tema obbligato anche la riforma della giustizia e dei magistrati "politicizzati".

Tra i contestatori i centri sociali, ma anche esponenti di Sel con le loro bandiere. "Chi non salta Berlusconi è", hanno gridato; "chi non salta comunista è", hanno risposto i fan e l'ex premier ha sdrammatizzato: "Io non posso farlo perché sono al governo con loro". "Occhio gente, Silvio mente", era scritto su uno striscione esposto nella parte della piazza più distante dal palco, dietro il cordone di polizia che impediva il contatto tra le due fazioni.

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Fazioni che, mentre l'ex premier parlava dell'abolizione dell'Imu e di riforma della Giustizia, si sono limitate all'invettiva. Prima, però, che Berlusconi arrivasse, qualche momento di tensione che poteva aver esiti peggiori c'é stato. Le avvisaglie all'arrivo dei parlamentari Pdl, con urla e qualche spintone: "In galera", hanno scandito i centri sociali e qualche attivista del Movimento Cinque stelle che aveva allestito un gazebo a pochi metri dall'hotel. Il record del più contestato è spettato al capogruppo alla Camera ed ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, il quale è arrivato e ha lasciato la piazza circondato da carabinieri con gli scudi antisommossa.


Poi Brunetta dirà la sua: "Sono stati 150 fascisti a antidemocratici a fronte di decine di migliaia di democratici che manifestavano". Il momento più delicato è stato quando, accanto all'hotel Vittoria, dove si erano riuniti i parlamentari (non Berlusconi e il ministro dell'Interno Angelino Alfano che sono arrivati direttamente in piazza a bordo della stessa auto) qualche spintone è volato tra antagonisti e supporter dell'ex premier. Un manifestante del Pdl ha riportato un profondo taglio allo zigomo perché preso a calci e pugni mentre – ha raccontato – reagiva in quanto i centri sociali stavano provocando un gruppetto di anziani.

"Mi hanno preso a calci e pugni: se li rivedessi lo riconoscerei", ha raccontato sanguinante. Insulti anche per Daniela Santanché, mentre due donne mostravano uno striscione: "A Brescia ci sono donne in verticale". E' stata anche bruciata una bandiera del Pdl. Finito l'intervento, Berlusconi è sceso dal palco a raccogliere gli applausi e l'incitamento di ministri, deputati, dirigenti regionali e locali del partito.

Neanche il tempo di ascoltare 'Meno male che Silvio c'e" e l'ex premier era già in auto per lasciare la piazza; dopo di lui il segretario del Pdl e ministro Angelino Alfano mentre Stefania Prestigiacomo ha cercato di smorzare il clima della giornata: "E' stata una manifestazione bellissima".

Gli ultimi momenti di tensione quando se n'é andato, attraversando la piazza, l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Anche in questo caso insulti e qualche spintone tra opposte fazioni, che si sono lasciate in cagnesco: "Questa è la vostra democrazia", è stato il commento di quelli del Pdl; "Fascisti, in galera", hanno riposto quegli altri.

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