Berlusconi in Piazza Duomo, violenza mediatica contro i 5 Stelle: «Noi non c'entriamo»

Tutti contro il Movimento 5 Stelle per le presunte violenze in piazza Duomo, ma il gruppo bresciano respinge al mittente: "Gamba e Crimi erano a San Polo". Il portavoce del Senato attaccato anche per le sue dichiarazioni da Lucia Annunziata

Folla di manifestanti in via X Giornate

Duro attacco, politico e mediatico (ma da anni, in Italia, spesso le due cose coincidono) contro il Movimento 5 Stelle bresciano, accusato di essere l'artefice delle violenze durante il comizio di Berlusconi in piazza Duomo. Si dovrebbe parlare tuttavia di "presunte" violenze dato che, a parte un manifestante Pdl aggredito - ma, sulle cause dell'aggressione, le forze dell'ordine stanno ancora indagando - e i disordini che hanno visto coinvolta una trentina di persone al termine del comizio (davanti alla scalinata del Duomo), sabato c'è stata semplicemente una forte, ma democratica e legittima, contestazione.

VIDEO - "Vi spacco il giaguaro",
parole e grida dalla visita del Cav

Ad accendere gli animi anche un post sul blog di Beppe Grillo: "Nei vicoli che portavano alla piazza del Duomo di Brescia sono sfilati ieri, insieme e contrapposte, la meglio gioventù e la vecchiezza della Repubblica. Due salti generazionali, un abisso. Nipoti e nonni.Negli occhi delle persone anziane che si apprestavano al palco ad ascoltare i deliri di un vecchio di quasi ottant'anni c'era stupore, meraviglia. Non capivano le urla e la rabbia dei ragazzi. Per loro era normale che un condannato a quattro anni per frode fiscale attaccasse pubblicamente la magistratura scortato dal ministro degli Interni. Una scena sudamericana nella città della strage di piazza della Loggia".

"L'Italia - scrive ancora il leader M5S - è un mondo per vecchi. Il suo presidente è il più longevo del mondo, in Parlamento dagli anni '50, da prima dello Sputnik. Un Paese pietrificato. I giovani chiedono il conto. Ne hanno diritto. In mancanza di un patto tra generazioni non ci saranno sommersi e salvati, ma solo sommersi".

A Grillo ieri pomeriggio ha replicato l'ex piduista Cicchitto: "E' semplicemente rivoltante che venga usato il titolo di un libro di Primo Levi per esaltare una aggressione di stile fascista".
 
"Il ruolo di Grillo - prosegue - è sempre più chiaro: é un apprendista stregone che sta giocando al tanto peggio, tanto meglio. E' incredibile però che intorno alle aggressioni squadriste di Brescia (?) ci sia stato un assordante silenzio. L'on. Speranza che non si sa a quale titolo dichiara inopportuna la manifestazione di Brescia non ha avuto neanche la sensibilità elementare di condannare l'esercizio dello squadrismo contro di essa. Anche per questo rinviamo le sue critiche al mittente".

DSC01134-2Oltre alle parole di Grillo, a suscitare polemiche anche le dichiarazioni fatte dal capogruppo al Senato Vito Crimi nel corso della trasmissione "In mezz'ora", secondo cui "l'unica aggressione a Brescia sarebbe quella di Silvio Berlusconi verso la magistratura".

Anna Maria Bernini, senatore del Pdl e portavoce vicario del partito, si dice indignata: "Adesso sarebbe il Cavaliere l'aggressore, e non i calci, i pugni, le ferite e le intimidazioni di facinorosi aizzati dal movimento di Crimi e dall'estrema sinistra, sono semplicemente vergognose".

Critiche pretestuose, Crimi non ha aizzato proprio nessuno (manco c'era), rilasciate ad arte per mettere ancor più in un angolo l'unico partito, assieme a Sel, attualmente estraneo al governo di salvezza nazionale guidato da Gianni Letta. "Sono indicative - prosegue Bernini - di una cultura politica che non ha nulla a che fare con i diritti e le libertà: è legittimo non essere d'accordo con le idee del Pdl e del suo leader Berlusconi, ma giustificare chi vuole impedire che queste idee vengano manifestate corrisponde ad una logica politica fuori dal sentiero democratico. Noi non ci faremo intimidire da questa barbarie, ma sarebbe opportuno che i nostri alleati di governo e le cariche istituzionali di questo Paese denunciassero con forza gli episodi di violenza di Brescia".

Ecco, in ballo c'è soprattutto la continua richiesta a Pd e a Sel (nella persona del presidente della Camera Boldrini), di prendere le distanze dalle contestazioni in piazza Duomo. Non solo sul palco il Pdl ha portato ministri di un Governo a manifestare contro la magistratura (cosa che, in un altro paese europeo o quantomeno civile, avrebbe causato o le immediate dimissioni o la fine di quello stesso governo), ma chiedono anche che le altre forze politiche siano complici. Complici trovati questa mattina nel leghista Maroni che, a 'La telefonata' su Canale 5, ha definito le contestazioni "il frutto della solita vergogna della messinscena dell'intolleranza soprattutto nei confronti di Berlusconi".

Per il leader leghista, condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (tentò di mordere la gamba a un poliziotto, quindi gli spettava il posto di Ministro dell'Interno), "si è trattato di vera e propria violenza", dunque "Berlusconi ha a prescindere tutta la mia solidarietà".


Dopo essere stati messi alla gogna su tv e giornali, i 5 Stelle di Brescia hanno alla fine ceduto, e si sono sentiti in dovere di emettere un comunicato per dirsi estranei a quanto avvenuto durante il comizio: "Buona parte della stampa locale e nazionale lascia intendere che tra i protagonisti delle violenze vi fossero rappresentanti del MoVimento 5 Stelle. Il MoVimento 5 Stelle di Brescia smentisce seccamente di aver preso parte alle presunte violenze e, in in ogni caso, condanna fermamente l'uso della violenza da sempre".  

"Durante la manifestazione - prosegue - il candidato portavoce sindaco Laura Gamba, Vito Crimi e gran parte dei candidati e degli attivisti erano a S.Polo, in via Gatti, presso le casette occupate dagli sfrattati per morosità incolpevole, per la manifestare loro con gesti concreti la solidarietà che meritano ( #nessunorestidietro)".

"In piazza Duomo - si legge ancora - era, effettivamente presente un gazebo di propaganda elettorale con cinque attivisti, che era stato regolarmente autorizzato un mese prima dal comune di Brescia e notificato alla Questura. Nessuna autorità ha informato il M5S che Silvio Berlusconi avrebbe alloggiato all'Hotel Vittoria, né che il corteo dei sostenitori del Pdl sarebbe stato fatto passare proprio di fronte al banchetto, mettendo a repentaglio l'incolumità stessa degli attivisti del M5S che sono stati, come prevedibile, oggetto di contestazioni verbali da parte dei passanti". Contestazioni ricambiate, sia detto, ma nella logica di una manifestazione di piazza niente di così eccezionale, se si considera anche il delicato contesto sociale e politico che l'ha contraddistinta (si è indignato persino il mite Letta, da giorni succube dell'agenda berlusconiana).

Con l'inizio delle tensioni, scrive infine il M5S, "gli attivisti hanno smontato il banchetto e riposto qualsiasi bandiera, guadagnandosi, per questa iniziativa, l'apprezzamento delle forze dell'ordine presenti".

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