Due assessori della Lega Nord in manette per corruzione a Castel Mella e Rodengo

Gli assessori arrestati sono quello all'Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, e Marco Rigosa, capo ufficio tecnico del Comune di Castel Mella e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano

Due assessori, uno di Castel Mella e uno di Rodengo Saiano, sono stati arrestati per corruzione. I carabinieri della compagnia di Brescia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati contro la Pubblica amministrazione a carico di quattro persone.

Gli assessori arrestati sono quello all'Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, e Marco Rigosa, capo ufficio tecnico del Comune di Castel Mella e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano; Comune che, però, a quanto si è saputo, è estraneo alle indagini. I due assessori, entrambi in giunte di centrodestra, sono della Lega Nord.

L’assessore all'urbanistica di Castel Mella avrebbe ricevuto una tangente per una modifica al piano regolatore così da agevolare la realizzazione di un'area commerciale su un terreno agricolo.  Le altre due persone arrestate sono un geometra di Rodengo Saiano e un imprenditore di origini calabresi ma residente a Lumezzane. Gli indagati devono rispondere di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e in un caso di peculato.

Ecco il comunicato diramato dai carabineri.

 

Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri di Brescia hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di:

- GALEAZZI Mauro, 48enne di Castel Mella, Assessore all’urbanistica, commercio e personale del Comune di Castel Mella; 

- RIGOSA Marco, 45enne di Rodengo Saiano, Responsabile dell’area urbanistica/edilizia privata dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castel Mella, nonché Assessore ai lavori pubblici del Comune di Rodengo Saiano;

- PIVA Andrea, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista;

- TASSONE Antonio, 68enne di Lumezzane,  imprenditore.

I provvedimenti sono stati emessi dal GIP presso il Tribunale di Brescia, dottor Cesare Bonamartini, su richiesta del Sostituto Procuratore Silvia Bonardi al termine di una complessa ed intensa attività d’indagine condotta, negli ultimi mesi, dai militari del Nucleo Investigativo. Nell’indagine risulta indagato a piede libero un altro dipendente dell’ufficio urbanistica del citato Comune.  I reati contestati sono per tutti di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, nonche’ per il solo GALEAZZI Mauro anche di “peculato”.

E’ stato accertato che il TASSONE Antonio, impegnato nella realizzazione di un centro commerciale in Castel Mella, intratteneva tramite il geometra PIVA Andrea, “illeciti” rapporti con la predetta Amministrazione Comunale ed, in particolare, con il Responsabile dell’ufficio tecnico, RIGOSA Marco, nonché con l’Assessore all’urbanistica, GALEAZZI Mauro.

In particolare  veniva ricercato un accordo per l’approvazione del citato progetto edilizio, da realizzarsi su di un terreno, sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale, che l’imprenditore aveva già opzionato mediante stesura di un contratto preliminare.

Per rendere più celere e sicuro l’iter di approvazione del piano urbanistico, ammorbidendo i controlli di soggetti chiamati ad effettuare i necessari accertamenti e verifiche nell’interesse pubblico, in primis della commissione paesaggistica, sia affinchè, non vi fossero intoppi per ottenere il necessario nulla osta paesaggistico della Soprintendenza ai beni ambientali di Brescia si accertava che il TASSONE  pattuiva, per l’intera operazione, il versamento della cifra di euro 22 mila, dei quali 12 mila pagati a favore della società del PIVA ed euro 10 mila, versati in contanti, dallo stesso imprenditore al PIVA e da questi consegnati al RIGOSA, che successivamente ne versava una parte all’assessore GALEAZZI.

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Da ultimo l’assessore GALEAZZI Mauro risulta indagato anche per il reato di “peculato”, poiché nella sua veste di pubblico ufficiale, avendo disponibilità di un’utenza mobile di servizio, intestata alla Provincia di Brescia, effettuava centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.

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