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Aifos: a Brescia il primo laboratorio italiano sulla sicurezza

Negli spazi del CSMT dell'Università degli Studi di Brescia il primo laboratorio formativo per la sicurezza sul lavoro: un esperimento unico in Italia, in una delle province più colpite dalla piaga delle morti bianche

Dall’aula alla pratica, in un percorso di formazione vera. Su un tema purtroppo sempre attuale come la sicurezza sul lavoro, in una delle province più colpite dalla piaga delle morti bianche, che in Italia comunque (stando ai dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna) arrivano a superare le 1200 unità, ogni anno. La grande sfida di Aifos, l’associazione italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro che dal 2003 opera in città, a Brescia, ma offre servizi particolari ad aziende italiane, collabora con realtà estere e in particolare dalla Germania. Un servizio di “formazione per i formatori”, nell’ottica di istruire quadri aziendali, e che in terra bresciana già vanta partner eccellenti come A2A, o l’Ori Martin.

Lunedì 14 aprile si accenderanno i riflettori sul Laboratorio della Sicurezza, realizzato con un investimento da 600mila euro (di cui oltre il 30% ‘coperti’ direttamente da Aifos), con la partecipazione di invitati eccellenti come il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il Magnifico Rettore dell’UniBs Sergio Pecorelli. Un’esperienza unica in Lombardia, e un percorso formativo suddiviso in tre macroaree: un’Aula Trapezio, aula didattica innovativa con varia strumentazione tecnologica; il capannone delle attrezzature, ambiente in cui sono state realizzate vere e proprie simulazioni utili per le esercitazioni, dove sarà possibile simulare attività in spazi e ambienti confinati, scale salvavita, spegnimento antincendio, modelli di macchine e attrezzature; la Galleria della Sicurezza, uno spazio di 200 mq in cui sono stati raccolti materiali storici, ‘antichi’ e moderni, immagini e raccolte, catalogati in vari box relativi alla prevenzione dei rischi.

L’attività del Laboratorio Aifos si rivolge principalmente ai formatori, insieme ai docenti i soggetti ‘primarie’ delle attività che verranno svolte. Una sorta di ‘active training’, dedicato alla aziende, ma che non si ferma certo qui: “Siamo ricercatori, e non solo formatori – spiega il presidente Rocco Vitale – e nella collaborazione con le aziende, con gli studenti, perfino con i ragazzi delle scuole primarie, il nostro momento di studio e ricerca non si ferma mai. Un modo per ‘far vivere’ davvero la sicurezza, con l’esperienza concreta, in cui la parola d’ordine è sicuramente la qualità. Purtroppo nemmeno una società ad altissimo livello tecnologico non è riuscita a risolvere un problema storico come la sicurezza sul lavoro, e lo testimoniano i morti bresciani, dell’ultima settimana. Non vogliamo fare una mostra, vogliamo che il nostro laboratorio sia ‘vivo’, e vissuto. Non vogliamo far vedere, vogliamo far capire, vogliamo insegnare. Perché l’investimento fine a sé stesso non basta più. Serve una struttura, servono persone preparate. Serve, appunto, la formazione”.

Dal 2003 ad oggi, oltre un decennio di attività e, spiega ancora il presidente, “senza alcuno scopo di lucro”. E lo racconta anche il motto che s’accompagna ad Aifos, fin dal suo atto fondativo: “Se ci scambiamo una moneta, avremo sempre una moneta. Ma se ci scambiamo un’idea, allora avremo due idee”. Liberamente ispirata al pensiero di Rosa Luxembourg, che di lavoro in effetti un poco se ne intendeva.

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