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Lega Nord in piazza per la riapertura delle case chiuse

Il Carroccio torna in piazza per raccogliere le firme necessarie ad indire un nuovo referendum per l'abrogazione della legge Merlin e la riapertura delle case chiuse. Le ragioni della mobilitazione? "Innanzitutto economiche, vogliamo che il lavoro più antico del mondo sia tassato" fa sapere Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza.

La Lega ci riprova e scende nuovamente in piazza per raccogliere le firme necessarie a presentare un nuovo referendum per l'abrogazione della legge Merlin e la riapertura delle case chiuse. Un anno fa il quesito referendario era affiancato da altri 4, ma non ottenne le 500 firme necessarie.

111 stand sono allestiti nel bresciano: in città in occasione del mercato di via Allegri, a San Polo, e in piazzetta Vescovado al Villaggio Badia. L'elenco completo dei gazebo, che si troveranno sabato e domenica nella nostra provincia, è consultabile sul sito www.vieniafirmare.org.

Alla base della mobilitazione, fa sapere l'assessore regionale alla sicurezza Simona Bordali, prima di tutto ragioni economiche:
“Vogliamo che il lavoro più antico del mondo sia tassato, a chiederlo sono le stesse prostitute, che in questo modo si vedrebbero riconosciuti alcuni diritti, come i contribuiti e la pensione. I 2 miliardi di euro che si recupererebbero all'anno potrebbero essere utilizzati per il rimborso delle pensioni, oppure per garantire la gratuità degli asili nido alle nostre famiglie, come capita in alcuni paesi d'Europa”.

Centrale anche il tema della sicurezza e  quello del degrado urbano. “ Vogliamo tutelare le donne, che spesso sono trattate come schiave – prosegue la Bordonali- . Inoltre liberemmo le nostre strade da gravi situazioni di degrado”

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