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Depressione e distimia, una sfida per la società e per sé stessi

Sempre più diffusi, i disturbi dell’umore, come la depressione, sono in grado di devastare la quotidianità di chi ne viene colpito. La rTMS può offrire un valido aiuto

Nella società attuale, è sempre più comune la comparsa di disturbi dell’umore, che colpiscono, trasversalmente, diversi tipi di persone, senza distinzione di età, sesso e ceto sociale.
Lo studio ESEMeD (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders) ha rilevato che, in Italia, depressione maggiore e distimia si manifestano, durante la vita dell’individuo, in una percentuale dell’11,2%.
A soffrirne, in particolare, sono le donne, che, nella maggior parte dei casi, manifestano disturbi dell’umore attorno ai 40 anni.
A causa della sempre maggiore diffusione, tali disturbi stanno diventando una sfida anche a livello sanitario e sociale, anche se, spesso, non viene riconosciuta la loro gravità.
L’aspetto drammatico è che, se non trattati, arrivano a diventare invalidanti, andando ad intaccare profondamente la qualità della vita del soggetto colpito.

Inoltre, ciò che sta diventando sempre più manifesto è che l’origine di molti disturbi dell’umore è, proprio, biologica.
Per questo motivo, una volta conclamato, è necessario somministrare gli psicofarmaci.
Il problema, purtroppo, è che con la terapia farmacologica non si ottengono, sempre, i risultati desiderati, per non parlare, poi, degli effetti collaterali.

Terapia farmacologica ed efficacia

La terapia farmacologica è, sicuramente, una risorsa utile nel trattamento di alcuni disturbi dell’umore (come la depressione), ma non sono, sempre, la soluzione più adatta.
Non possono, infatti, essere impiegati per trattare tutti i disturbi: nel caso di pazienti depressi particolarmente agitati, o in presenza di bipolarismo, ad esempio, l’impiego di psicofarmaci non risulta solo inutile, ma addirittura dannoso.
La loro somministrazione, infatti, potrebbe arrivare a cronicizzare il problema.
Anche le donne in gravidanza o che stanno allattando devono evitare di prendere psicofarmaci.

Inoltre, gli effetti collaterali causati dagli antidepressivi li rendono controindicati per ulteriori tipi di paziente.
Tra gli effetti indesiderati più comuni si annoverano aumento di peso e calo del desiderio sessuale.
Ovviamente, quindi, non è consigliabile utilizzarli nel trattamento di disturbi alimentari (sarebbe controproducente causare variazioni di peso sensibili in una persona affetta da anoressia).
D’altra parte, ci sono individui che preferiscono evitare di prenderli: la terapia farmacologica può protrarsi per 4 o 5 anni e mettere in conto, per tutto questo tempo, di non avere una vita sessuale soddisfacente o di tollerare un aumento di peso incontrollato non è certo positivo nella ricerca di una migliore qualità della vita.
I familiari di un minore affetto da disturbi dell’umore, poi, possono essere spaventati dall’idea di sottoporre il figlio ad un trattamento farmacologico (alcuni alimenti e bevande, come gli alcolici, non devono essere assunti in associazione con gli antidepressivi e un genitore non può controllare il figlio adolescente 24 ore su 24).
Esistono, infine, persone che, semplicemente, sono diffidenti nei confronti dei farmaci e preferiscono non utilizzarli.

Purtroppo, a tali remore non si può rispondere con dati estremamente rassicuranti: la percentuale di successo degli psicofarmaci, infatti, non è elevatissima: sono solo il 60/70% dei pazienti, infatti, a rispondere positivamente a tale terapia.
Questa percentuale si riduce al 50% in riferimento alla remissione della depressione.
A questo, si aggiunge il fatto che esistono persone farmacoresistenti, che non ottengono nessun beneficio dagli psicofarmaci.

Un alleato nel trattamento dei disturbi dell’umore: la rTMS

Fortunatamente, gli psicofarmaci non sono l’unica opzione possibile per agire su un disturbo comportamentale o dell’umore: un’eccellente alternativa è  rTMS (Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation), tecnica avanzata di stimolazione cerebrale non invasiva e con un’elevata percentuale di successo.
Tale trattamento è approvato dalla prestigiosa FDA (Food and Drug Admistration) statunitense, oltre che in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Israele e Unione Europea.
Attraverso una serie di stimoli magnetici, perpendicolari allo scalpo, si può scegliere di agire magneticamente su vaste aree del cervello, stimolandole o inibendole, a seconda delle necessità, fino a 6 cm di profondità.
La sua azione “rigenera” il cervello, creando una maggiore elasticità mentale.

Dato che si parla di “stimolazione cerebrale”, alcune persone pensano si tratti di un trattamento assimilabile ad un’operazione.
In realtà, uno dei punti di forza della rTMS è proprio il fatto di non essere un trattamento né invasivo, né doloroso, tanto da essere svolto in regime ambulatoriale; semplicemente, viene posizionato una specie di “casco” sulla testa del paziente, che rimane cosciente per tutta la durata della terapia (non serve l’anestesia).
In effetti, la rTMS vanta numerosi vantaggi, tra cui le controindicazioni quasi nulle.
Il trattamento, infatti, è praticamente adatto a tutti; gli unici esclusi sono coloro che soffrono di epilessia e chi ha protesi metalliche in testa (di una certa rilevanza; le protesi dentali non creano alcun problema).
Il trattamento, inoltre, ha una percentuale di successo elevata, che raggiunge l’80%.
Anche in caso di pazienti farmacoresistenti (coloro che non ottengono risultati con le terapie farmacologiche), la percentuale di risposte positive è di tutto rispetto: si attesta, infatti, attorno al 70%.

Alla luce di questi dati, è evidente come le categorie che non possono avvalersi degli psicofarmaci, possono, invece, rivolgersi con fiducia alla rTMS.
Ecco che, quindi, i gli studenti di 16/18 anni che lamentano difficoltà scolastiche, causate da disturbo dell’umore, possono migliorare i propri risultati, evitando di perdere l’anno e ritornando ad una serena quotidianità (evitando, così, di perdere fiducia in sé stessi, nonché di cronicizzare il problema).
Donne in gravidanza depresse o puerpere che stanno allattando e che lamentano depressione post partum, possono risolvere il problema tempestivamente.
Le persone affette da bipolarismo possono beneficiare della rTMS.
La terapia è valida anche per trattare dipendenza da sostanze, da social e ludopatia, attraverso programmi specifici che si integrano perfettamente con gli interventi psicosociali.

Una terapia ancora poco diffusa in Italia

Nonostante i molteplici vantaggi della rTMS, tale terapia non è ancora molto diffusa in Italia (a differenza, per esempio, degli Stati Uniti).
Purtroppo, infatti, la rTMS non è contemplata nel SSN e viene insegnata in un numero ridotto di Università.
Per questo motivo, nonostante le grandi potenzialità, nel nostro Paese è ancora poco utilizzata.

Per avervi accesso, quindi, è necessario rivolgersi a strutture private.
Tra queste, si annovera Brain Stimulation Italia, che opera presso il Poliambulatorio PTC.

Ogni trattamento viene valutato e studiato specificatamente sul paziente, attraverso un colloquio preliminare con lo psichiatra.
A seguire, vengono effettuate 20 sedute della durata di 20 minuti l’una effettuate nell’arco di un mese.
Non c’è nessuna necessità di degenza.
Durante tutto il percorso, il paziente viene seguito da un team di professionisti, costituito da neurologi, psichiatri, fisiatri e fisioterapisti.
I risultati, apprezzabili già dopo le prime 10 sedute, vengono monitorati, per valutare, in seguito, se può essere necessario un breve periodo di mantenimento.
Per andare incontro alle esigenze dei propri pazienti, il centro è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20.

Per chiedere supporto, o solo per ricevere informazioni, è possibile compilare, in forma anonima, il form sul sito.

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