Coronavirus, immatricolazioni crollate dell’85%: dati di vendita come negli anni ‘60

L’allarme dei produttori: decine di migliaia i posti di lavoro a rischio. A marzo 2020 le nuove immatricolazioni crollano dell’85%: a Brescia sono solo 502

Un salto indietro nel tempo di oltre cinquant’anni: l’emergenza Coronavirus ha fatto crollare le immatricolazioni di auto nuove nel mese di marzo appena concluso, fino all’85% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In tutta Italia sono poco più di 28mila: più o meno tante quante se ne vendevano negli anni ’60. 

Lo riferisce l’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, che come sempre mette a disposizione i dati statistici elaborati dal Ministero dei Trasporti. A marzo 2020 sono 28.236 le nuove immatricolazioni in tutta Italia: sono i modelli Fiat i più venduti, con 2.794 unità, tallonati da Volkswagen (2.316), Renault (1.702), Kia (1.624), Mercedes (1.591) e Peugeot (1.496).

Le vendite in Italia e in provincia di Brescia

Analizzando le vendite per singole province, è chiaro di come siano i territori più colpiti dall’epidemia di Covid-19 (tra cui Brescia e Bergamo) i luoghi dove le immatricolazioni solo calate maggiormente. A Brescia sono 502 le nuove immatricolazioni a marzo, solo 355 a Bergamo: totale 857, meno di province come Aosta (1.217) o Bolzano (1.146). Il record nazionale è della provincia di Trento: 3.166 nuove immatricolazioni, davanti a Firenze (1.859), Roma (1.772), Milano (1.462) e Torino (1.384).

Questi sono i marchi più venduti in provincia di Brescia nel mese appena trascorso. La top ten comincia con Peugeot, 62 nuove immatricolazioni, seguita da Volkswagen (56), Renault (37) Citroen (36), Mercedes (33),  Hyundai e Kia (30), Fiat (24), Dacia, Opel e Tesla (22). Sul piano nazionale, fa sapere Unrae, “vanno a picco le immatricolazioni e nessun canale è esente dal tracollo: nell’intero mese fanno -82% i privati, -88% il noleggio e -91% le società”.

Crollo dell’85%: l’allarme dei produttori

Le nuove immatricolazioni, come detto, sono crollate del’85%, a quota 28.326 unità rispetto alle 194.302 dello stesso mese dello scorso anno (con una perdita netta di quasi 166.000 unità). “L’impatto di un blocco di 2 o 3 mesi – commenta Michele Crisci, presidente Unrae – sarebbe devastante per l’intero settore auto motive in Italia, e in particolare per la filiera distribuzione e assistenza, con il concreto rischio di chiusura di numerose imprese del comparto, per mancanza di fatturato e conseguente crisi di liquidità”. Il settore in questione occupa circa 160mila occupati in tutto il Belpaese. 
 

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