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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Vento fino a 120 km orari: volano via tetti e alberi, strade chiuse e incendi

Si è sfiorato il disastro in Valcamonica per il forte vento: raffiche fino a 120 orari

Vento doveva esserci, e vento c'è stato. Ma ben oltre le più pessimistiche previsioni: in Valcamonica le raffiche hanno sfiorato i 120 chilometri orari, soffiando dalla tarda notte all'alba e poi ancora nel pomeriggio, provocando danni e disagi in diverse località, tetti scoperchiati, strade chiuse, alberi abbattuti. Tra i paesi più colpiti c'è sicuramente Esine: danneggiate le coperture dell'azienda Elifly e della scuola elementare. Per evitare che lamiere o altro volassero in strada, il Comune ha provveduto a chiudere per qualche ora il tratto Plemo-Sacca.

Chiusa la Strada provinciale 345

Resterà invece chiusa al transito, fino a nuovo ordine o comunque fino alla rimozione di alberi e detriti, la Strada provinciale 345 nota come “delle Tre Valli”. Lo rende noto la Provincia di Brescia, che ha competenza sulla tratta, che riferisce della caduta di alcuni alberi ad alto fusto che hanno reso impraticabile la strada. Il tratto interessato alla chiusura è compreso tra i Comuni di Bienno e Breno, dal km 66+600 al km 77+200.

Strade chiuse anche a Lozio, e per lo stesso motivo (caduta alberi), così come a Borno (è qui che il vento avrebbe soffiato più forte, raggiungendo i 120 km orari). Edifici danneggiati anche a Breno: in particolare le coperture della palestra del liceo Golgi e lo stabile che ospita i Servizi sociali. A decine gli interventi dei Vigili del Fuoco, in tutta la valle, in poche ore. Il forte vento e la siccità hanno infatti provocato piccoli e grandi incendi in diverse zone.

L'incendio al canneto di Gaiano

Tra i più pericolosi quello divampato nel canneto del lago di Gaiano, in territorio del Comune di Endine. L'allarme è stato lanciato nel tardo pomeriggio: sul posto sono intervenuti i volontari Aib (anticendio boschivo) di Orobie Soccorso, i Vigili del Fuoco di Lovere e il Dos (direttore operazioni di spegnimento) della Comunità Montana. Il tempestivo intervento delle squadre ha impedito che le fiamme scatenassero il peggio.

Sono comunque arrivate a sfiorare i 5 metri d'altezza, danneggiando (si stima) fino a 4mila metri quadrati di canneto, a poca distanza dalla riserva naturale. Non ci sarebbero dubbi, purtroppo, sull'origine antropica dell'incendio: da chiarire se sia stata dolosa oppure no (ma sarebbero stati trovati degli inneschi). “Ricordiamo – fanno sapere da Orobie Soccorso – di attenersi al buon senso, soprattutto ora che le condizioni meteo sono molto critiche”. 

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