Bianco risveglio nel Bresciano, tutta colpa della neve chimica: ecco cos'è

Strade e alberi imbiancati in pianura, sole in collina e montagna. Ma il manto che ha ricoperto buona parte della nostra provincia ha poco a che fare con la galaverna ed è dovuto soprattutto all'inquinamento atmosferico

Un gelido candore ha regnato sovrano in buona parte della nostra provincia, nelle prime ore di questa gelida mattina. Scostate le tende e aperte le imposte, molti bresciani si sono trovati un paesaggio imbiancato davanti agli occhi. Eppure l’anticiclone regna sovrano e nessuna precipitazione ha interessato la nostra provincia nella nottata tra martedì e mercoledì. Nei bar come sui social si sono moltiplicate le domande: tutti si sono chiesti a cosa fosse dovuto il curioso fenomeno.

La spiegazione di quanto accaduto nella notte arriva dagli esperti di 3Bmeteo: si tratta di neve chimica, da non confondersi con la nota galaverna. Un raro fenomeno che si deve principalmente all’unione di tre fattori: la nebbia, le temperature sottozero e l’inquinamento.

Cos’è la neve chimica

“Si tratta di una nevicata indotta non dalla presenza di nuvolosità, ma dall'interazione tra l'alta umidità dell'aria unita alle sostanze chimiche-inquinanti emesse dalle fabbriche che, in condizioni anticicloniche come quella attuale, ristagnano nei bassi strati aumentandone la concentrazione - scrive l'esperto di meteorologia Edoardo Ferrara. - I pulviscoli emessi dalla combustione industriale fungono di fatto da nuclei di condensazione, arricchendosi dell'umidità presente nella nebbia fino a costituire i 'semi' della precipitazione; la presenza di temperature anche abbondantemente sottozero favorisce poi la caduta di fiocchi di neve.”

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Insomma, un manto candido solo all’apparenza. Un fenomeno non nuovo per la pianura Padana: negli anni 90' ci furono diversi casi di neve chimica, con una consistenza ben superiore a quella registrata mercoledì; si arrivò infatti anche a 5 cm di accumolo.  

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