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Gelicidio e tracollo termico quando nevica: la spiegazione dei fenomeni

Piccolo vademecum nevoso, per appassionati e non: mentre la neve resiste solo in alcune zone della provincia, un approfondimento sui fenomeni di cui abbiamo sentito parlare in queste ore

I prati innevati di Prevalle - Foto © Bresciatoday.it

Il peggio sembra essere passato, almeno in gran parte della provincia, dopo che le prime previsioni erano state ben più catastrofiche. Sembra sia tornata la pioggia, o comunque pioggia mista neve, anche se alcune zone per il momento “resistono”. Resta da vedere cosa succederà nel corso della giornata, quando il fronte artico tornerà a farsi vivo dopo essere stato rallentato (e deviato) da aria più calda.

Ma in queste ore di previsioni meteo e fibrillazione per la neve caduta – soprattutto stanotte – ci siamo sicuramente imbattuti in alcune parole o definizioni non certo di uso comune per chi abita in pianura o vista lago.

Dal gelicidio al tracollo termico, ecco di cosa si tratta

A partire dal tracollo termico: si tratta di un fenomeno per cui, proprio a causa di un fronte di aria fredda le temperature scendono molto rapidamente, anche di una decina di gradi in poche ore. Poi, il gelicidio: atteso in queste ore in alcune zone del Nord, è invece il fenomeno per cui la precipitazione continua ad essere liquida anche se la temperatura superficiale è inferiore allo zero, provocando così l’immediata solidificazione con la formazione di un sottile strato di ghiaccio, molto scivoloso e per questo pericoloso.

Sul tema delle precipitazioni: i temporali nevosi, come per i temporali estivi, sono conseguenza di contrasti termici tra gli strati superiori e inferiori della perturbazione. Le bufere di neve, invece, sono tempeste o temporali nevosi a cui si aggiunge anche la furia del vento.
 

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