Coronavirus: la mappa dell'epidemia in tempo reale

La mappa aggiornata in tempo reale dell'epidemia di coronavirus: ad oggi il 99% dei casi è concentrato in Cina, l'incidenza di mortalità è di poco superiore al 2%

Foto da systems.jhu.edu

Ad oggi, venerdì 31 gennaio, sono solamente due i casi accertati di coronavirus in Italia: si tratterebbe di due turisti cinesi, marito e moglie di 67 e 66 anni, atterrati pochi giorni fa all'aeroporto di Malpensa per una vacanza, transitati dunque da Milano, poi da Parma e infine da Roma. Sono ricoverati in ospedale proprio nella Capitale.

La mappa aggiornata racconta di poco meno di 10mila casi confermati, di cui la stragrande maggioranza (9.658 su 9.776, quasi il 99%) in Cina: si registrano poi qualche decina di casi in Asia, meno di una decina in Europa, almeno 6 negli Stati Uniti. Al momento i morti sarebbero 213, tutte in Cina e quasi tutte nella regione di Hubei, dove si trova la città di Wuhan, il primo focolaio dell'epidemia.

La mappa aggiornata in tempo reale

Il Center for Systems Science and Engineering (CSSE) della Johns Hopkins University di Baltimora ha messo a disposizione una mappa aggiornata in tempo reale, che tiene conto dunque dei contagi, della loro localizzazione, di quante sono le persone ricoverate in tempo reale e di quanti sarebbero i morti accertati. Negli ultimi giorni si è verificato il picco dei casi: erano poco più di 2mila al 25 gennaio, più di 4mila lunedì 27, quasi 10mila giovedì 30.

CORONAVIRUS
MAPPA IN TEMPO REALE

Psicosi di massa o emergenza reale?

Anche il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza. In Lombardia la Regione ha reso noti quali sono i laboratori accreditati per l'analisi del virus, se mai ci fossero dei casi locali, e quali sono invece i reparti per malattie infettive pronti a intervenire se qualcuno dovesse contrarre il virus: tra questi c'è anche il Civile di Brescia.

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Ma è davvero troppo presto per dire che si tratti di un'epidemia globale che rimanda alla peste, o in tempi più recenti all'influenza spagnola (che subito dopo la Prima Guerra Mondiale fece circa 100 milioni di morti, il 5% della popolazione dell'epoca, per un totale di mezzo miliardo di casi). Ad oggi il coronavirus ha un indice di mortalità di poco superiore al 2%: più alto di una comune influenza, ma ben lontana da giustificare una psicosi collettiva. Basta pensare che in Italia l'influenza infetta ogni anno dai 6 agli 8 milioni di persone, più del 10% della popolazione. E che solo negli Stati Uniti, lo scorso anno, ha portato a un tragico bilancio di oltre 2mila decessi.

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