Attestato di prestazione energetica: cos'è e a cosa serve

L'Attestato di prestazione energetica è il documento (che dura 10 anni) che “misura” il consumo energetico reale di un edificio: ecco a cosa serve

Si chiama “Ape” ma non punge: è l'Attestato di prestazione energetica, il documento ufficiale (che vale 10 anni) prodotto da un soggetto accreditato, il cosiddetto “certificatore energetico”, che serve appunto a “misurare” la certificazione energetica di un edificio, la procedura di valutazione volta a promuovere il miglioramento del rendimento, dei consumi e dell'efficienza energetica.

In genere il “certificatore energetico” può essere un architetto, un ingegnere o un geometra, sia dipendente d'azienda che libero professionista. A fronte di una validità massima, come detto, fissata in 10 anni, è bene ricordare che l'Attestato va rinnovato ogni qualvolta si interviene su un immobile con una ristrutturazione che modifichi, appunto, le sue prestazioni energetiche.

A cosa serve l'Ape

L'Attestato di prestazione energetica serve a stabilire (in termini assoluti) il livello di consumo dell'immobile, inserendolo in un'apposita classe di appartenenza. Come riporta Wikipedia, al momento ha quattro scopi principali:

  • per il rogito: l'Attestato di Prestazione Energetica di un immobile è richiesto per gli atti notarili di compravendita. Dal 23 dicembre 2013, l'assenza dell'APE comporta sanzioni comprese tra 3.000 e 18.000€, a carico di entrambe le parti.
  • per i contratti d'affitto: Dal 23 dicembre 2013 l'assenza dell'APE comporta sanzioni compresa tra 1.000 e 4.000€, a carico di entrambe le parti, che ne rispondono in solido e in pari misura. Le sanzioni sono ridotte della metà per contratti di durata inferiore ai 3 anni.
  • per l'accesso alle detrazioni del 65% sul reddito IRPEF: l'attestato energetico è parte della documentazione necessaria per ottenere gli sgravi fiscali.
  • per pubblicizzare annunci immobiliari, in quanto dal 2012 è divenuto obbligatorio indicare la classe energetica delle unità immobiliari.
  • per ottenere dal GSE gli incentivi statali sull'energia prodotta da impianti fotovoltaici (è un allegato obbligatorio).

Come interpretare l'Ape

Non è difficile interpretare l'Attestato di prestazione energetica: più è bassa la lettera associata all'immobile, che vale come classe di appartenenza, e maggiore è il suo consumo energetico. A ogni lettera (e classe) corrisponde un preciso indice di prestazione energetica (Epgl, IPE, Epgl,nren) noto anche come “indice di consumo”: è un parametro che esprime il consumo totale di energia primaria per la climatizzazione, in regime continuo degli impianti, riferito all'unità di superficie utile. Si esprime in kWh per metro quadro all'anno.

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Queste sono le classi aggiornate per quanto riguarda l'Ape: si va dalla classe G, con un indice di prestazione energetica superiore a 3,50 Ep, fino alla classe A4, con indice di prestazione energetica inferiore o uguale a 0,40 Ep. In ordine decrescente la classe F, inferiore o uguale a 3,50 Ep, la classe E, inferiore o uguale a 2,60 Ep, la classe D, inferiore o uguale a 2 Ep, la classe C, inferiore o uguale a 1,50 Ep, la classe B, inferiore o uguale a 1,20 Ep, la classe A1, inferiore o uguale a 1 Ep, la classe A2, inferiore o uguale a 0,80 Ep, la classe A3, inferiore o uguale a 0,60 Ep.

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