Enpa Brescia risponde a Coldiretti sui “danni da assalti”

"Le leggi per attuare politiche realmente efficaci - afferma Enpa - ci sono ma devono essere applicate, non stravolte"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

BRESCIA - Recentemente gli organi di informazione hanno dato spazio alla denuncia di Coldiretti che parla di "diciassette milioni di danni" provocati dagli animali selvatici.

Anziché lanciare facili allarmismi, Enpa Onlus Sezione di Brescia (Enpa Brescia) in una nota invita Coldiretti a farsi portavoce di ciò che da anni Enpa Brescia sostienem, e cioè vietare l'allevamento di cinghiali, le reimmissioni nelle aziende faunistico-venatorie - dalle quali gli animali tendono a fuggire - e la vendita degli stessi cinghiali. 

Occorre altresì inasprire controlli e sanzioni contro i fenomeni illegali come quelli legati al mercato nero della carne.

Per Enpa Brescia gli agricoltori hanno diritto ai risarcimenti ma, anche per evitare possibili illeciti, solo nel caso in cui questi siano verificabili e verificati. Tuttavia, è altrettanto doveroso chiedere - e pretendere - agli stessi agricoltori il ricorso ai metodi preventivi ecologici: recinzioni, dissuasori, sorveglianza degli animali da allevamento…

Le istituzioni dovrebbero aiutare i comportamenti virtuosi e incentivare tali pratiche, prioritarie per legge rispetto alle uccisioni.

D'altro canto, è evidente come venti anni di politiche filovenatorie abbiano peggiorato gli squilibri ambientali. Le leggi per attuare politiche realmente efficaci ci sono ma devono essere applicate, non stravolte.

Enpa, a livello nazionale, ha già da tempo fornito alle istituzioni un documento tecnico sulle misure da adottare, senza però avere alcuna risposta.

Enpa Onlus sezione di Brescia si rende quindi disponibile ad un confronto con Coldiretti per vagliare eventuali proposte e dare il proprio supporto per una soluzione etica ed ecologica.

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