Brescia: una laurea Honoris Causa per Manlio Milani

Verrà consegnata il 17 febbraio la laurea Honoris Causa a Manlio Milani: il riconoscimento di una battaglia lunga decenni per la ricerca della verità sulla strage di Piazza Loggia

A seguito della deliberazione del Senato accademico, e dell'approvazione del Miur dello scorso 12 dicembre, l'Università degli Studi di Brescia conferirà la laurea Honoris Causa in Giurisprudenza a Manlio Milani, presidente dell'Associazione familiari dei caduti di Piazza Loggia e fondatore della Casa della Memoria di Brescia. La cerimonia si terrà lunedì 17 febbraio, dalle 17 al Teatro Grande.

“Manlio Milani si è distinto per un encomiabile ruolo di presenza nelle aule di giustizia – fa sapere l'università bresciana in una nota – con una tenace invocazione della verità e un infaticabile lavoro di ricerca storica, di riflessione civile e di riconciliazione memorialistica sulla stagione del terrorismo e della lotta armata. La sua opera ha interessato gli archivi della Casa della memoria di quegli anni, gli innumerevoli incontri con le scuole e le università, non solo di Brescia, i percorsi di incontro e dialogo tra vittime ed ex-terroristi”.

La laurea Honoris Causa

La laurea Honoris Causa (detta anche ad honorem) è un titolo accademico onorifico conferito da una università (o istituzione equivalente) a una persona che si è distinta in modo particolare, nella materia di laurea, nel corso della propria vita. “Il conferimento della laurea Honoris Causa a Milani – scrive ancora l'università – in quanto promotore di un modello giuridico iconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, orientato verso logiche di giustizia riparativa e non solo retributiva, realizza il desiderio dell’Università di Brescia, e della città tutta, di tributare il degno riconoscimento ad una figura esemplare nel panorama italiano e internazionale”.

La parola agli studenti

Anche Studenti Per – Udu Brescia si congratula con la decisione dell'ateneo, invitando a una partecipazione numerosa. “Sono passati 45 anni dalla strage di Piazza Loggia, un attentato di matrice neofascista – si legge in una nota – in cui persero la vita otto persone e ne rimasero ferite oltre un centinaio, tutti pacifici manifestanti”.

“C'è voluto quasi mezzo secolo – scrivono gli universitari – per fare luce su quell’attentato e assicurare alla giustizia i terroristi fautori della strage. Tra i protagonisti della ricerca instancabile della verità e della giustizia c’è Manlio Milani, che trovò la forza, allora come oggi, di rialzarsi e ricominciare, per tutte le vittime, sua moglie compresa. Non si è mai dato per vinto, e con perseveranza lo scorso 20 giugno, ha finalmente ottenuto giustizia, per tutti i familiari delle vittime”.

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