Università Desenzano del Garda

Inaugurato l'anno accademico: gli infermieri di domani anche a Desenzano

Inaugurato il nuovo anno accademico del corso di laurea in Infermieristica

Inaugurato (ormai da qualche giorno) il nuovo anno accademico del corso di laurea in Infermieristica dell'Università degli Studi di Brescia: stavolta, e non a caso, in castello a Desenzano in quanto per la prima volta l'università apre ufficialmente le attività didattiche anche nella sede distaccata sul lago di Garda. “E' il segnale – sottolinea il rettore Maurizio Tira – della volontà dell'ateneo di ribadire la volontà di essere presente con continuità nella sede di Desenzano, forte della collaborazione con Asst del Garda e Ats Brescia per la formazione delle professioni infermieristiche”.

Il corso di laurea in Infermieristica fa riferimento al Dipartimento di specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica: ha una durata di tre anni con sedi didattiche, oltre a Brescia e Desenzano, anche a Chiari, Esine, Cremona e Mantova. Ad oggi sono 114 gli studenti iscritti a Brescia, di cui 42 matricole. 

Presenti alla giornata inaugurale, insieme al rettore Tira, anche la vicesindaca di Desenzano Cristina Degasperi, il direttore generale di Asst del Garda Mario Alparone, il direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo: sul palco sono intervenuti anche il prof. Giuseppe Romanelli, ordinario di Medicina interna, e gli studenti Marta Tagliani e Giulia Spillare.

Il futuro con gli infermieri di famiglia

“Credo molto nel rapporto con l'università, sia in campo clinico sia in quello assistente – il commento di Alparone – Nell'impostazione dei percorsi di formazione dobbiamo sempre più confrontarci con una dimensione della presa in carico del paziente che si concretizza nella progettazione e realizzazione di percorsi clinico-assistenziali con approcci orientati alla interdisciplinarità, e che superino la visione delle singole competenze. A questo saranno chiamati i professionisti che, oltre alla tradizionale collocazione, avranno la possibilità di assumere ruoli nuovi come quello dell'infermiere di famiglia, in grado di dare risposte alla crescente complessità dei bisogni assistenziali sul territorio”.

La riforma sanitaria in Lombardia

“Le professioni sanitarie – l'intervento invece di Sileo – sono di fronte a una grande sfida per i nuovi scenari che si stanno delineando nel sistema sanitario e sociosanitario. In particolare, in Lombardia, la recente nuova legge di riforma unitamente alle opportunità del Pnrr, consentiranno un contributo più intenso e qualificato da parte dei professionisti sanitari, e in particolare degli infermieri. Il nuovo sistema che si andrà a realizzare avrà bisogno di nuovi professionisti, sia in un numero superiore sia in maggiore qualificazione rispetto ai bisogni emergenti”. 

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