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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Scuola Lonato del Garda

A scuola non c'è spazio, Dad obbligata per gli studenti: i ragazzi in strada

La protesta dei ragazzi del Cerebotani di Lonato del Garda

La protesta degli studenti dell'IIS Cerebotani di Lonato: “66 classi, 44 aule” e “Più classi, più studio, meno Dad” sono alcuni degli striscioni esposti lunedì mattina dalle decine di ragazzi che hanno deciso di alzare simbolicamente la voce, occupando il parcheggio esterno prima dell'ingresso in aula. Il tema è noto: a fronte dei quasi 1.500 iscritti la capienza del celebre istituto gardesano è da tempo in overbooking. Come riferito dagli stessi studenti, a fronte del totale degli iscritti si contano 66 classi, ma nella pratica le aule disponibili sono 44. Per alcune di queste, ormai da tempo, si è optato per un trasferimento all'oratorio: ma, novità di quest'anno, ci sono parecchi studenti (a rotazione sarebbero almeno una ventina di classi) costretti alla Dad, didattica a distanza, non per motivi di quarantena, contagi e quant'altro, ma per motivi di spazi fisici che mancano.

Classi in Dad perché mancano le aule

“Già dall'inizio dell'anno diverse classi, a rotazione, sono state costrette a utilizzare la Dad – si legge in una nota degli studenti – in quanto l'edificio scolastico non è in grado di ospitare al suo interno la totalità degli iscritti. Mentre i lavori per ampliare la struttura procedono molto lentamente, già a settembre si pensava di risolvere parzialmente la situazione attraverso l'utilizzo di classi-container, di cui però ad oggi non si vede neanche l'ombra”.

La protesta degli studenti del Cerebotani

Da qui la decisione di organizzare la protesta, che potrebbe continuare anche nelle prossime settimane. “La nostra protesta – spiega Anna Gugole, rappresentante d'istituto – non è rivolta contro la dirigenza, bensì contro la Provincia e il Comune, che nonostante le ripetute dichiarazioni non sono ancora riusciti a offrire una modalità dignitosa per fare lezione. Dopo due anni in pandemia siamo stanchi della Dad, sentiamo il bisogno di tornare a scuola in presenza e in sicurezza, troviamo assurdo che non si sia ancora riusciti a mettere in atto una soluzione già insufficiente come quella delle classi-container”.

I ragazzi dell'istituto gardesano – oggi IIS, ovvero Istituto di Istruzione Superiore: il Cerebotani tra l'altro è struttura d'eccellenza in tutta la provincia, un tempo noto come Itis – chiedono venga convocato “un tavolo di confronto permanente con la Provincia, il Comune e la Prefettura, per poter porre tutte le nostre perplessità e ricevere risposte reali: non ci riterremo soddisfatti finché non vedremo dei vari cambiamenti, siamo stanchi di false promesse, e siamo pronti a mobilitarci ancora se la situazione non cambierà”. 

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