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Le Giornate FAI per le scuole: gli studenti ciceroni della bellezza (anche bresciana)

Tornano dal 22 al 27 novembre le Giornate FAI riservate alle scuole

Modellate sulle Giornate FAI di Primavera e di Autunno, il più diffuso e partecipato evento nazionale dedicato dal FAI alla promozione del patrimonio di natura e storia dell’Italia, tornano nella settimana dal 22 al 27 novembre le Giornate FAI riservate alle scuole, giunte alla decima edizione. 

Le delegazioni di volontari FAI organizzeranno in tutte le regioni visite speciali riservate alle classi “Amiche FAI” e gestite interamente dagli Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati dai volontari FAI che operano in un dialogo continuo con i docenti. Indossati i panni di narratori d’eccezione, gli Apprendisti Ciceroni accompagneranno le classi in visita alla scoperta di luoghi dal valore storico, artistico, naturalistico e comunque identitari, ovvero significativi per loro e per le loro comunità. 

Le Giornate FAI per le scuole

Chiese e palazzi, sedi delle istituzioni, riserve naturali, parchi e giardini storici, quartieri cittadini e molti altri luoghi saranno aperti e raccontati agli studenti dagli studenti, in un progetto di educazione tra pari di grande soddisfazione per tutti; un’esperienza formativa unica e originale, che è anche l’occasione per i ragazzi di valorizzare il proprio territorio, mettendosi al servizio della loro comunità.

In tutto sono 16 i beni aperti in Lombardia, di cui due in provincia di Brescia (la Domus Ariciana, nel capoluogo, e il “percorso vantiniano” di Iseo): l'elenco completo è disponibile a questo link, mentre per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito web ufficiale delle Giornate FAI per le scuole. Di seguito una breve descrizione dei percorsi bresciani.

Brescia – Domus Ariciana

In occasione dei lavori avvenuti negli anni Sessanta del Novecento, sono stati ritrovati importanti resti di edifici di epoca romana che ci hanno restituito meravigliosi mosaici e affreschi. Lo strato più antico attualmente visibile è ciò che rimane delle stanze di una domus patrizia romana. Questa casa risale alla metà del I secolo a.C. anche se ha subito alcune modifiche alle strutture murarie intorno alla metà del I secolo d.C. Successivamente, tra la fine del II secolo d.C. e l'inizio del III secolo d.C., questa casa venne però abbattuta per far posto al grande edificio termale. Sono anche visibili altri ambienti appartenenti alle terme: un portico piuttosto grande di cui è conservata la base di un pilastro in marmo di Botticino; una grande aula centrale e due vani laterali che presentavano pavimentazioni a mosaico. Appesi alle pareti, si possono invece ammirare i pannelli sui quali sono stati ricostruiti i mosaici con piccole tessere quadrangolari appartenenti sia all'aula centrale che ai due vani laterali dell'edificio termale. 

Iseo – Percorso vantiniano

L'edificio del Municipio di Iseo si trova in Piazza Garibaldi. Sul lato della piazza verso il lago nel 1833 fu costruito, su progetto dell'architetto Rodolfo Vantini, il Palazzo dei Grani. Il nuovo palazzo ospitava la borsa del grano fino a quando, divenuto sede del Municipio, fu ingrandito (1952). Situata al limite settentrionale del centro storico, l'area della Pieve costituisce uno dei poli storici del paese per le emergenze monumentali e per l'aspetto ancora oggi appartato e suggestivo. La chiesa, secondo la tradizione, sarebbe stata fondata nella seconda metà del VI secolo da S. Vigilio, vescovo di Brescia, su un'area già insediata in epoca romana. Nel 1826 Vantini progettò alcune modifiche al presbiterio e al transetto della chiesa esistente oltre allo spostamento del campanile dalla facciata al fianco del presbiterio seguendo i moduli dell'architettura greco-romana. Il Cimitero di Iseo è situato in Via Roma, la strada principale che attraversa il paese nella direttiva Nord-Sud, all'uscita del borgo verso Nord. Il problema della scultura funeraria e monumentale è testimoniato della rigorosa coerenza della progettualità di Rodolfo Vantini che, anche nei minimi dettagli del campo santo, coniuga la sostanziale omogeneità tra le parti architettoniche e le parti plastiche.

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