"Una Vita da Social": a scuola per combattere il cyberbullismo

E' partita anche a Brescia la campagna informativa “Una Vita da Social” della Polizia di Stato, dal cyberbullismo alla selfie-mania

“Una Vita da Social”: è partita anche a Brescia la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della rete (il web, in tutte le sue sfaccettature) per i minori. La campagna giunge quest'anno alla sua sesta edizione, con la partecipazione attiva della Questura di Brescia.

Social network

I social network sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager e in virtù del numero sempre maggiore degli adolescenti presenti sul web hanno determinato una crescita esponenziale dei minori vittime di reati contro la persona che negli anni è raddoppiato:dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Ancora oggi i ragazzi si esprimono e sembrano pensare che il web sia un po’ “una terra di nessuno”, dove si scambiano messaggi e post senza pensarci troppo e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze.

Gli ultimi studi sulla “Selfie-mania”

Tra i giovani è ormai acclarata la selfie-mania. È questa una delle evidenze di una ricerca condotta da Skuola.net, Università La Sapienza di Roma e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato, intervistando 6.671 giovani tra gli 11 e i 25 anni. Il selfie è sempre più caposaldo della propria identità per le nuove generazioni. La metà del campione ne scatta almeno 4 prima di pubblicarlo sui social, cosa che avviene con frequenza almeno settimanale in 9 casi su 10. L’attrazione per il selfie alle volte è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina. Come anche testimoniano i casi di cronaca con esiti letali, a cimentarsi con queste pratiche sono prevalentemente i maschi, verso i vent’anni, con un rendimento culturale o accademico o molto basso o molto elevato.

Un selfie viene pubblicato su un qualunque social network prevalentemente una volta a settimana (63%), mentre ciò accade una volta al giorno nel 14% dei casi e più volte al giorno nel 13% dei casi. A conti fatti uno su quattro ne posta almeno una volta al giorno, mentre 9 su 10 almeno una volta a settimana.

Ovviamente il risultato deve essere il migliore possibile. Quindi la metà dei soggetti intervistati ne scatta almeno quattro prima di procedere alla pubblicazione di uno di essi. Anche perché se si posta un’immagine che non riceve abbastanza “like”, il 31% si dichiara abbastanza/molto propenso a cancellarlo, contro il 38% che non è per nulla propenso. Sono abbastanza/molto propensi a cancellarlo i più giovani e quelli con un basso rendimento scolastico.

Vivere social, la parola ai "Millennials"

Il cyberbullismo

“Capire i ragazzi oggi non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi di riferimento che compongono il variegato universo giovanile – fa sapere la Polizia di Stato in una nota - Il fascino della rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, cosi come l’idea di sentirsi anonimi e il senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno dilagando così da determinare serie preoccupazioni. Per fare della Rete un luogo più sicuro crediamo tuttavia che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza in rete”.

Il concorso #ZEROBULLISMO

In questo contesto si inserisce il concorso #ZEROBULLISMO per un uso corretto e consapevole del web. Il concorso ha l’obiettivo di raccogliere proprio dai ragazzi il loro contributo per parlare del bullismo e come affrontarlo. I ragazzi potranno proporre video, sceneggiature, poesie e canzoni per raccontare il loro punto di visto, direttamente sul sito zerobullismo.com. Tutto il materiale verrà valorizzato  e messo a disposizione delle scuole per trattare il tema durante il prossimo anno scolastico.

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Prevenzione in Lombardia

Nel 2018 in Lombardia, in ambito di prevenzione e formazione, sono stati effettuati circa 200 incontri, a cui hanno partecipato più di 15mila studenti, 1800 docenti e circa 2000 genitori. L’attività repressiva in Lombardia, nel contempo ha prodotto durante i casi trattati, 92 perquisizioni per  detenzione e diffusione  di materiale pedopornografico, 81 persone denunciate e una arrestata per questo tipo di reati.

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