Coronavirus, la Lombardia chiude le scuole superiori: tutti a casa da lunedì

Scuole superiori chiuse salvo casi particolari e laboratori in presenza: causa Covid, da lunedì 26 ottobre anche negli istituti bresciani si tornerà alla didattica a distanza

Scuole chiuse, di nuovo, in Lombardia e in provincia di Brescia: la morsa del Covid non si è fatta attendere, e con chiara funzione preventiva (e anti-contagio) a partire da lunedì 26 ottobre, in tutto il territorio regionale, gli istituti superiori (licei, istituti tecnici e altri) e gli istituti professionali (come i Cfp) dovranno riprendere a svolgere la propria attività da remoto, con l'ormai celebre “Dad”, didattica a distanza.

E' questo quanto prevede l'ordinanza firmata mercoledì sera dal presidente Attilio Fontana e dai sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi: Giorgio Gori (Bergamo); Emilio Del Bono (Brescia), Mario Landriscina (Como), Gianluca Galimberti (Cremona), Sara Casanova (Lodi), Mauro Gattinoni (Lecco), Mattia Palazzi (Mantova), Giuseppe Sala (Milano), Dario Allevi (Monza), Fabrizio Fracassi (Pavia), Davide Galimberti (Varese) e Marco Scaramellini (Sondrio).

I dettagli della nuova ordinanza

Nello specifico, il provvedimento prevede che le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado debbano realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, “il pieno svolgimento della didattica a distanza per lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali” (come per l'insegnamento di sostegno).

Didattica a distanza da lunedì 26

A tutti gli altri istituti, si legge, “è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza”. Solo le attività di laboratorio potranno continuare ad essere svolte in presenza. Un po' alla volta, dunque, anche tutte le scuole superiori bresciane dovranno riorganizzarsi per la didattica a distanza: non si esclude, comunque, un periodo di transizione per gli istituti in “ritardo” e soprattutto per le classe prime.

Si presume che l'iniziativa possa dunque alleggerire la pressione sui trasporti pubblici, una delle grandi problematiche – tra assembramenti, pochi autobus e sempre affollati – di queste prime settimane di scuola. Il sistema scuola tutto sommato sembrava aver retto, con (relativamente) pochi contagi. Ma la curva epidemiologica di questi ultimi giorni è tornata a far paura.

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