Scuola

Coronavirus: rimandato (ancora) il ritorno in classe degli studenti bresciani

Il Consiglio dei ministri ha fissato per l'11 gennaio la data del rientro in classe (al 50%) degli studenti delle scuole superiori. Cosa succederà a Brescia

Foto archivio Ansa (da Today.it)

Il Consiglio dei ministri di lunedì sera ha di fatto rinviato di qualche giorno la riapertura in presenza delle scuole superiori, che dunque anche con il nuovo anno riprenderanno l'attività didattica solo a distanza (l'ormai celebre Dad). Salvo ulteriori indicazioni, anche gli alunni lombardi (e bresciani) torneranno in classe a partire da lunedì 11 gennaio.

Così recita, infatti, la nota pubblicata dal Governo in riferimento al decreto legge appena approvato: “Il testo interviene inoltre sull'organizzazione dell'attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, con la previsione della ripresa dell'attività in presenza, per il 50% degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio”.

Coronavirus e scuola: la situazione a Brescia

Metà in classe e metà a casa: ripartirà così anche la scuola bresciana, che vedrà comunque già da giovedì 7 gennaio il ritorno in classe dei giovani studenti delle elementari e delle medie. Sono più di 100mila i ragazzi che torneranno in aula nei prossimi giorni: circa 64mila gli iscritti alla primaria e 38mila gli iscritti alle medie.

La popolazione scolastica bresciana sfiora le 200mila unità, come tutti gli abitanti del capoluogo: comprende anche i 34mila bambini delle scuole dell'infanzia e gli oltre 60mila delle superiori. Come da programma sono previste inevitabili varianti da istituto a istituto: tra città e provincia sono diverse le strutture che accoglieranno solo un terzo degli studenti in presenza per motivi di “precauzione sanitaria”. Dunque l'ipotesi è che da lunedì 11 gennaio circa 20mila ragazzi delle superiori potrebbero tornare in aula. 

Zona gialla o arancione: si aspetta l'ordinanza

Ma per la certezza definitiva ci sarà ancora da aspettare. Come riporta Today.it, il ritorno in aula avverrà soltanto nelle regioni che – dopo il monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità previsto per venerdì 8, cui seguirà ordinanza del ministero della Salute – non si trovino in zona rossa. Stando agli ultimi dati disponibili sull'andamento del contagio, la Lombardia dovrebbe rientrare nei parametri da “gialla” o perlomeno da “arancione”.

Cosa succede nel resto d'Italia

Nella galassia delle ordinanze scolastiche regionali, in diverse realtà del Paese si è già deciso per un posticipo: ad esempio in Veneto, ma anche in Friuli-Venezia Giulia e nelle Marche, dove gli studenti delle superiori torneranno in classe (al 50% in presenza) solo dal primo febbraio. In Campania la data del rientro è fissata al 25 gennaio, in Puglia saranno gli stessi genitori a decidere se i figli torneranno in aula in presenza o continueranno con la didattica a distanza. 

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