Ora è ufficiale, la scuola non riapre il 3 aprile: i timori per maturità e bocciature

Il ministro Azzolina conferma quanto già anticipato dal premier Giuseppe Conte: le scuole italiane sicuramente non riapriranno il 3 aprile

Scuole chiuse fino a data da destinarsi: “Almeno fino a quando non avremo certezze”. Lo ha riferito il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che di fatto ha ampliato le anticipazioni che già erano state annunciate dal premier Giuseppe Conte: impossibile riaprire in poco più di due settimane quando il Covid-19 continua a imperversare in tutta la penisola.

Il rapido incedere del virus

In un solo giorno, dagli ultimi dati aggiornati emergono 4.480 nuovi casi in Italia, mai così tanti dall’inizio dell’epidemia, e altri 475 morti, per un totale di 3.405 decessi: più morti in Italia che in Cina, e non è ancora finita. Dall’inizio dell’epidemia sono 41.305 i casi accertati di Coronavirus in tutta la penisola: 19.884 nella sola Lombardia (il 48,1%) e 4.247 in provincia di Brescia (il 10,2% di tutti i casi italiani).

Le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili all’università, avrebbero dovuto riaprire il 3 aprile prossimo, come stabilito in uno dei primi decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) sulle misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus (quello che di fatto ha sancito la “zona rossa” in tutto il territorio nazionale).

Maturità e bocciature: le preoccupazioni degli studenti

Ma cosa succederà agli studenti italiani (e bresciani)? Sono circa mezzo milione, ad esempio, solo quelli che dovranno affrontare l’esame di maturità. E se la chiusura dovesse prolungarsi fino a maggio, e oltre? Per il ministro Azzolina l’anno scolastico non dovrà essere perso. Per questo si continua a lavorare con la teledidattica, in tutte le sue forme: dirette Facebook, canali Youtube, materiale consegnato via Whatsapp, cloud condivisi tra insegnanti e studenti.

Escluso a priori anche il celebre “6 politico”, la promozione per tutti: ma se le cose dovessero continuare così, sarà difficile il contrario. Quale studente non potrà appellarsi alla sospensione forzata (e prolungata) delle lezioni in presenza per contestare la sua bocciatura? Anche questa è una circostanza da non sottovalutare. Diverse le richieste avanzate dalle associazioni degli studenti: tra queste la sospensione dei test Invalsi e dell’alternanza scuola-lavoro come requisiti per accedere all’esame di maturità.

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Le parole del ministro Azzolina

Intanto si aspetta, e si spera: che tutto venga fatto come si deve, con la scuola a distanza, e soprattutto che il Coronavirus interrompa la sua inarrestabile espansione. “Anche per la scuola è un’emergenza senza precedenti – dice il ministro Azzolina, in carica dalla seconda metà di gennaio – Torneremo nelle aule che ci mancano così tanto. Ora avanti con la didattica a distanza: un modo anche per tenere unita la nostra comunità, che non può e non vuole disperdersi”. 
 

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