Venerdì, 14 Maggio 2021
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Mezzo secolo di Vinitaly: la storia del vino passa (ancora) da Verona

Per l’edizione del cinquantesimo aumentati gli investimenti per incoming, strutture, servizi alle aziende e agli operatori professionali attesi da oltre 140 Paesi. Più espositori esteri, più incontri b2b e degustazioni per favorire gli affari; tasting esclusivi e alta ristorazione per divulgare la cultura del vino. In contemporanea si svolgono Sol&Agrifood ed Enolitech: una sinergia unica nel panorama fieristico internazionale

Foto Ennevi

Cinquant’anni di storia del vino italiano, cinquanta edizioni di Vinitaly. Dalle Giornate del vino italiano in Gran Guardia del 1967 per dibattere sul tema della allora giovane legge (del ’63) sulle denominazioni di origine dei vini, alla Vinitaly International Academy per formare nuovi esperti di vino italiano nel mondo, in grado di esserne ambasciatori e divulgatori nei cinque continenti.

Oggi Vinitaly è un sistema a rete di cui fanno parte Vinitaly International, OperaWine, Vinitaly Wine Club, VIA - Vinitaly International Academy, wine2wine, Sol&Agrifood, Enolitech e i premi collegati (dal nuovo Premio enologico internazionale 5 Star Wines, al Sol d’Oro, sdoppiato dal 2014 in Emisfero Nord e Sud).

Un insieme di relazioni e di attività che hanno portato il Governo italiano a riconoscere nel Vinitaly prima il player per organizzare ad Expo 2015 VINO - A Taste of ITALY, il primo padiglione dedicato al vino nella storia di un’Esposizione Universale, poi nell’individuarlo come piattaforma b2b per il settore attraverso l’inserimento nel Piano di promozione straordinaria del made in Italy che prevede attività congiunte su mercati esteri di interesse e l’incoming di buyer e operatori qualificati alla rassegna in Italia.

Un’attività che ha previsto investimenti diretti e indiretti per 8 milioni di euro solo per l’edizione 2016 tra incoming e miglioramento di strutture e servizi. Questo a rafforzare una presenza estera già significativa con quasi 55mila operatori da 141 Nazioni (pari al 37% del totale dei visitatori).

La 50ª edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale dei vini e dei distillati, il primo nato in Europa negli anni Sessanta, non sarà infatti una celebrazione del passato, ma un rinnovato sguardo al futuro: età dei primi bilanci, il 2016 è anche l’occasione per i grandi rilanci.

Ed è su questa linea che Veronafiere, proprietario del marchio e organizzatore della rassegna, ha programmato il palinsesto di iniziative ed eventi che hanno come finalità esclusiva quella di favorire in ogni modo il business delle aziende clienti all’insegna della mission “il wine business in fiera, il wine festival in città”.

Va proprio nella direzione del wine business il rinforzato piano di incoming che guarda a Paesi target quali Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Polonia, USA e Canada, Russia, Giappone e Cina e per i vini naturali e biologici a specifici operatori di mercati dove è alta la domanda come Nord Europa, Paesi Scandinavi, Germania e Benelux.

Novità importante della 50ª edizione il nuovo Premio enologico internazionale 5 Star Wines, progettato con la finalità di essere leva reale di marketing per le aziende che vi prendono parte, con una giuria internazionale composta da esperti di specifiche aree produttive che valuteranno solo i vini provenienti da quelle zone e secondo le modalità riconosciute dal mercato.

Infine, Vinitaly & the City, in programma da venerdì 8 a lunedì 11 aprile in collaborazione con la città di Verona (Comune e Provincia), da questa edizione propone quattro giorni dedicati esclusivamente al pubblico consumer con eventi ed iniziative nei luoghi più suggestivi della città unendo cibo, vino, cultura e musica.

Sono solo i «primi assaggi» di quello che il 50° di Vinitaly promette, con la ferma intenzione di narrare anche i prossimi cinquant’anni della storia del vino italiano.


 

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