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Brescia ricorda Marco Simoncelli: «Un campione straordinario»

Luca Rocca presenta al pubblico bresciano il suo ricordo fotografico, 100 foto e 100 emozioni. Con le dediche speciali della famiglia, degli amici, del suo team manager: "Un ragazzo come pochi"

Dio bò. Sembra quasi di sentirlo ancora Marco Simoncelli, il suo intercalare che non si dimentica, la sua anima allegra e i suoi capelli che li vedi anche da lontano. “Sei l’unico pilota che può battere Vale – hanno scritto di lui i fan di Valentino Rossi – mi raccomando non esagerare!”. Super Sic 58.Marco Simoncelli: questo il titolo del libro di Luca Rocca, fotografo e amico del compianto Marco, compagno d’avventure nel paddock e fuori, un amico di quelli veri.

“Oh, prepara il libro che se vinco il Mondiale lo facciamo pubblicare subito! Mi diceva così, sempre sorridendo – ci racconta l’autore poco prima della presentazione del libro alla libreria Mondadori di Via Mazzini – e questo libro è nato così, l’abbiamo fatto insieme. Molte foto le ha scelte proprio lui”. Super Sic 58 è un libro fotografico, che in 100 scatti prova a cogliere l’anima di un campione come pochi. Il racconto di un weekend di gara, dal giovedì alla domenica, dal briefing alle prove, dalla messa a punto alla gara. E tante foto emozionanti, dall’abbraccio con il papà Paolo prima del Gran Premio a quei momenti di silenzio, tra Marco e la sua moto.

“Un ragazzo straordinario, buono come il pane, sempre disponibile. Spesso prima della gara si perdeva a firmare autografi, si divertiva con i ragazzi, con i bambini. Era il suo babbo a portarlo via, quando mancava poco alla partenza, e lui allora dava un nuovo appuntamento ai suoi piccoli grandi fan. E non se n’è perso uno”. Nel libro le dediche speciali della bella Kate, della famiglia, del papà. Un ragazzo che non si è mai montato la testa, che faceva le interviste un po’ in inglese e un po’ in romagnolo, un ragazzo che seguiva la sua moto in tutto e per tutto, e con il cacciavite in mano montava perfino le carene.

“A lui piaceva sgasare, ci dava dentro così – continua Luca Rocca – dava tutto per la squadra prima che per sé stesso. Non appena si metteva il casco si trasformava, diventava cattivo. Ma non cattivo con gli avversari, cattivo con l’asfalto”. Il libro si chiude con le foto di una delle sue vittorie più belle, anche se poi è arrivato quarto. Con un sorpasso a Dovizioso, a 200 all’ora. Poi si toglie il casco, e tutti quei capelli.. Marco, ma quando li tagli? “Ma non rompete i maroni! L’unica che può riuscire a convincermi è mia nonna!”. Dio bò, a noi piace ricordarlo così.

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