Lago di Garda: la 'Human Renaissance' per la valorizzazione del paesaggio

Si è conclusa con il convegno 'L'acqua è il paesaggio', in scena a Sirmione, la sesta edizione della rassegna 'I Giardini del Benaco'

Sabato 24 ottobre la stupenda chiesa medioevale di San Pietro in Mavino ha ospitato il convegno 'L’acqua è il paesaggio', mattinata di lavoro che ha concluso la sesta edizione della rassegna 'I Giardini del Benaco'. Protagonisti sono stati architetti e paesaggisti conosciuti in tutto il mondo per le loro opere: Cino Zucchi, Pierluigi Nicolin, Daniel Vasini e Benedetta Tagliabue. Diversi sono stati i temi e gli spunti di riflessione. La prima questione ha riguardato la ricerca dell’identità di un luogo, per far si che le persone ritornino al centro della progettualità.

"Per progettare l’identità del futuro dobbiamo conoscere la nostra identità presente e quindi la nostra storia - questo il concetto attorno a cui è ruotato l'intervento di Daniel Vasini – Quello di cui abbiamo davvero bisogno, per creare un luogo vivo, sono gli interventi cosiddetti culturali”. La cultura, l’uomo, la sua storia sono i tre presupposti su cui costruire uno spazio condiviso, che attiri le persone, rendendolo vivo. "Un luogo deve essere accogliente e mirare al benessere fisico e mentale delle persone - ha concluso - su questo concetto si deve innestare un nuovo modo di fare progettazione, che ripensa ai luoghi e alla loro fruizione, utilizzando elementi che già la natura offre, come l’acqua, le piante, i fiori, l’erba, la terra, il legno, la pietra. La base di questa Human Renaissance, di questa nuova rinascita culturale ed architettonica è, quindi, il paesaggio, che interagisce con l’opera dell’uomo".

Non una contrapposizione quindi tra la natura e l’uomo, bensì un recupero del paesaggio stesso per ripensare gli spazi in cui viviamo. Rivedere le finalità di realtà come i musei è stato uno dei temi dell’intervento di Benedetta Tagliabue, che ha sottolineato come questi luoghi non si possono limitare alla mera conservazione, ma devono puntare all’aggregazione per generare attività, che siano esperienze attraverso le quali si posso imparare. L’architetto Nicolin ha introdotto il concetto della differenza tra l’idea di limite e quella di bordo: “Il limite è un confine, una chiusura; il bordo, come ad esempio la sponda di un lago, è invece un luogo dinamico dove avviene lo scambio, che anzi viene esaltato. Una zona preziosissima, il luogo in cui succedono le cose”.

L’architetto Zucchi ha invece concluso sull'ormai inderogabile necessità di “far dialogare l’elemento della trasformazione con l’elemento della conservazione”. La sfida che si pone ora per il futuro del lago di Garda e di Sirmione è quella di progettare spazi senza barriere, ma di aprirli ad una reale fruibilità da parte delle persone, usando come elemento cardine il paesaggio, disegnato in base all’identità e all’essenza di un luogo. E’ possibile tutto ciò? In forza delle esperienze internazionali, portate al convegno dagli architetti, sembra proprio di si. Con questo quesito e con l'impegno a sviluppare ricerca e progetti in tale direzione è quindi calato il sipario sulla sesta edizione de 'I Giardini del Benaco', promossa ed organizzata insieme ai Comuni di Gardone Riviera, Salò, Sirmione e dell'Unione della Valtenesi.

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