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Nina Zilli chiude la Festa della Radio: «La mia musica? Roba da maniaci!»

Ultimo grande live per l'edizione 2012 della Festa di Radio Onda d'Urto: 18 giorni no stop di musica e concerti, dj set e dibattiti. E l'ultima intervista, a Maria Chiara Fraschetti aka Nina Zilli

E anche quest'anno è finita, come se finisse l'estate, 18 giorni di Festa della Radio e l'ultimo live lasciato a Maria Chiara Fraschetti aka Nina Zilli, e il suo L'amore è Femmina Tour 2012. L'abbiamo incontrata insieme a Jean Luc Stote, nella sede temporanea della Radio che molti chiamano 'acquario', proprio a fianco del palco principale. La prima parte, in diretta Onda d'Urto, sul percorso musicale della giovane artista piacentina, la seconda, con taccuino e registratore, con qualche curiosità più personale.

Ma la ragazza Nina sembra quella di sempre, abituale frequentatrice di Festa Radio, “la nostra festa di fine estate, e da Piacenza ci mettevamo solo un'ora”, fino a suonare sul palco principale nel 2010, fino a fare la chiusura proprio ieri sera. Dal primo concerto improvvisato, con chitarra acustica e armonica a soli 12 anni, ai due dischi di successo, anche se “il secondo è sempre più difficile”. Arricchito dall'esperienza, e dalla passione per la contaminazione artistica: “Ho mischiato un po' di tutto – sorride – Ho preso pure un echo firmato Pink Floyd, chitarre distorte e la citazione di Rock The Casbah ne L'amore è Femmina. Ogni canzone con un suono tutto suo, un'atmosfera diversa, quasi a voler scorticare il brano, sentire ogni suono e ogni rumore, mi diverto davvero ad arrangiare le mie canzoni, a giocare con il left e il right, roba da maniaci insomma!”.

Un disco pieno di sentimenti e di spensieratezza, carico di “un'ovattatura un po' vinilica”, e non sia mai che il vinile ci scappa davvero, perchè Nina è ancora “golosa di musica” e perchè “non si finisce mai di imparare”. Un concerto che ha poi seguito la via delle sue ispirazioni, tutte le sue influenze musicali e non, il jazz e il blues, la motown e Etta James, e le collaborazioni con Pacifico, Diego Mancino, Carmen Consoli.

E le ultime battute, “quando ero ragazzina nessuno mi filava, ora ci sarà qualcuno che se magna le mani!”, o i discografici che le davano della pazza, e poi invece hanno abbassato la testa, sull'onda di Amy Winehouse, e ancora il ricordo della voce di Nina Simone, che con Zilli completa il suo nome d'arte, “molto più di una cantante, suonava il piano come Mozart, non l'hanno fatta entrare in accademia perchè nera e figlia di schiavi”.

Speriamo di rivederla ancora a Brescia, e magari ancora in Festa Radio, intanto la tappa più vicina è quella di Verona ai primi di settembre, intanto con lei è finita la Festa, e forse è finita anche l'estate.



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