Domenica, 20 Giugno 2021
Mostre

Dedicato alle donne: quattro grandi personalità per l'8 marzo

Terza e ultima tappa del viaggio artistico e culturale per le celebrazioni della festa della donna: l'occasione stavolta è a Venezia, in compagnia di Henriette Fortuny, Romaine Brooks, Sarah Moon e Ida Barbarigo

Romaine Brooks, “La Venere triste”, 1917 Olio su tela, cm 167,3 x 257,8, Musées de Poitiers

Dopo Teodolinda a Monza, e dopo l'appassionata celebrazione della femminilità nei manifesti firmati Alfons Mucha a Milano, un'altra tappa imperdibile del nostro “viaggio” racconta di quattro straordinarie personalità femminili, che meritano di essere ammirate nel giorno dedicato alle donne, e non solo. Dalla fine dell'Ottocento alla Belle Epoque, dagli anni Venti del secolo scorso fino ai giorni nostri: Henriette Fortuny, Romaine Brooks, Sarah Moon e Ida Barbarigo.

Venezia assolve ad un debito atavico nel ricordare la “padrona di casa” Henriette Fortuny, “musa ispiratrice” di Mariano, ma anche attiva collaboratrice, artista di valore, in grado di imprimere il suo stile nelle produzioni del laboratorio-atelier di Palazzo Pesaro degli Orfei, ora Palazzo Fortuny. Adèle Henriette Nigrin era nata a Fontainebleau nel 1877 e agli inizi del ‘900, a Parigi, aveva incontrato Mariano Fortuny. artista già noto nel campo della scenotecnica teatrale. Da quel momento, per ben 47 anni, Henriette sarà al fianco di Fortuny, contribuendo in misura determinante al successo delle sue straordinarie creazioni tessili.

A lei si deve infatti l’idea dell’abito in finissima seta plissettata Delphos, prestigioso simbolo di eleganza, sperimentatrice di pregiati tessuti stampati e di lampade in seta: “Tutto cominciò con uno scialle di seta! Il knossos.. avvolgente e decorato con gusto”. Henriette, da vera manager, era in grado di intrattenere delicati rapporti commerciali internazionali e al tempo stesso di coordinare le numerose maestranze che collaboravano nell’Atelièr. Alla morte del marito (1949) cede la Società Anonima Fortuny all’amica Elsie McNeill, quindi si dedica all’inventario dei beni del Palazzo, che affiderà alla città di Venezia e alla donazione di numerose opere a musei italiani e spagnoli.

Oggi, grazie al lavoro di ricerca, riordinamento delle collezioni del Museo Fortuny, svolto da Daniela Ferretti e Cristina Da Roit su migliaia di immagini, consente la presentazione di 200 fotografie dell’archivio Fortuny, con l’informatizzazione della raccolta delle matrici per la stampa su tessuto, come negli splendidi kaftani, negli arazzi, negli abiti, con decorazioni floreali ispirate all’oriente.

Al fascino delle vecchie foto dove Henriette appare elegante, o in abiti da lavoro, o a passeggio, ripresa di profilo o con lo sguardo puntato verso di noi, assorta, in viaggio si aggiungono dipinti con la figura vista di spalle, con i capelli raccolti a sottolineare il collo da cigno, dipinti di una donna appassionata e realizzata. Il tutto è confermato nella gradevolissima proiezione di filmati amatoriali inediti a firma Mariano, datati anni '30. Sui materiali filmici, grazie al contributo della Maison Vuitton, è stata eseguita un’operazione di restauro e digitalizzazione realizzate dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea e dei laboratori La Camera Ottica e Crea dell’Università degli Studi di Udine.

La prima tappa del viaggio ci immerge nelle atmosfere magiche del Palazzo siamo pronti a proseguire verso Dipinti, disegni, fotografie di Romaine Brooks, esponente e portavoce di sofisticati circoli culturali della Belle Époque in Italia, in Francia. Per la prima volta possiamo ammirare Jean Cocteau, Paul Morand, Luisa Casati, Ida Rubinstein e Gabriele d’Annunzio, con il quale ebbe un’intensa relazione e che immortalò in due famosi ritratti, grazie all’impegno di Lucile Audouy, appassionata collezionista parigina, che ha generosamente prestato per la mostra veneziana un importantissimo nucleo di opere, messe in scena da Jérome Merceron su progetto di Daniela Ferretti.

R.B. Goddard nata a Roma nel 1874 da genitori americani e sposata con il pianista John Ellington Brooks, è stata una figura significativa nella scena artistica degli anni Venti. Legata alla scrittrice Nathalie Clifford Barney e alla danzatrice Ida Rubinstein, sue modelle per dipinti e immagini fotografiche.

I dipinti esprimono una profonda malinconia, per l’infinita varietà di grigi incastonati con altre tonalità fredde, la tristezza si riversa nella psicologia dei ritratti. Sembra celebrare il lato dolente degli anni folli. La Venere triste, sottile, androgina, isolata su un terrazzino illuminato dalla luna: emblema di poesia e mistero. In altra sala splendida La Primavera, avanza leggera, diafana, coperta solo da un lungo mantello scuro che scivola dalle spalle, esita, immersa in un affascinante paesaggio dell’anima dea giovanissima e mite.

Quale coglie Gabriele d’Annunzio: Ainsi les noirs et blancs esprits de ton grand art, / O sœur, du crépuscule indicible, à l’écart / Sur les sommets ardus, dressent de doubles charmes / Et la nuit et le jour font un divin accord Dans ton aube où se tient la tristesse sans larmes / Prête à venger ton âme et la vie et la mort.

I suoi disegni esprimono solitudine, ironia e pessimismo, il tratto è severo, con pochi accenni decorativi; disegni angoscianti da uccellino a spiriti cosmici, dall’uomo uccello alla scontentezza divina, da incubi a destino implacabile, dal demone all’uomo che vede la sua morte.

Un ulteriore passaggio meditativo: Ida Barbarigo. Erme e Saturni sono opere appartenenti a due serie realizzate tra il 1980 e la fine degli anni Novanta. Ida, nata a Venezia nel 1925 da genitori artisti, vive e lavora tra Parigi e Venezia, luoghi dove ha vissuto ed esposto in più occasioni.

Nella mostra ci viene proposta una selezione accurata di Erme illuminate o perse nelle nebbie, evaporanti nel verde, nel rosa, nel grigio.. Sfingi incandescenti che preparano al volto maculato, confuso, negato di Saturno, via via trasformato in demone, con le mani sugli occhi , si ritrasforma in Dioniso. Enigmatici testimoni di un complesso percorso compiuto dall’artista attraverso la pittura. Autoritratti e mélancolie che rimandano a Zoran Music, sposato nel 1949. Con Music ha condiviso la grande passione per l’arte ed il senso tragico della vita (Music è stato prigioniero a Dachau), reso sopportabile proprio dal fascino di Ida e dalla pittura. Anche per la Barbarigo tela, colori, acidi, pennelli, tentano di sciogliere il mistero della sofferenza.

Saliamo alla scoperta di esperienze artistiche diverse, eccoci all’invidiabile Omaggio a Mariano Fortuny di Sarah Moon. Nei luminosi spazi al secondo piano del Palazzo, si accenna alla memoria, dopo varie permanenze nelle sale del Palazzo, tra gli oggetti quotidiani dello studio. Le immagini fissano le luci tenui dell’inverno lagunare, penetranti da ampie vetrate, si rifrangono sui tessuti originali, sui panneggi degli abiti, collezioni, ninnoli, lampade, ed ecco nascere spontanea la magia delle foto di Sarah, nelle calde atmosfere della casa/laboratorio di Palazzo Fortuny. Scatti meditati per foto irreali, fragili, indefinite: per dirla con Ungaretti, “come d'autunno sugli alberi le foglie”. Frammenti di storia, giochi di ombre che rimandano ai plissé del Delphos, tracce di grafie floreali, in dialogo con gli scialli e i tendaggi.

Il progetto espositivo è curato da Alexandra de Léal e Adele Re Rebaudengo, che rendono a pieno lo stile visionario di Sarah Moon. Con l’artista francese partecipiamo dell’immutabile scorrere del tempo e il percorso si conclude…Possiamo ben applaudire al valore delle donne!!

Per ogni mostra è abbinato un catalogo prodotto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, disponibile anche on-line.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Daniela Ferretti, con testi di Daniela Ferretti, Claudio Franzini e Cristina Da Roit. HENRIETTE FORTUNY Ritratto di una musa.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Daniela Ferretti, con saggio di Luca Massimo Barbero. Per IDA BARBARIGO Erme e Saturni.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Daniela Ferretti e Jérome Merceron, con saggi di Francois Werner, François Chapon, Jérôme Merceron, Donal Friedman, Annie Le Brun, Pierre Apraxine e Xavier Demange: Dipinti, disegni, fotografie di ROMAINE BROOKS

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Daniela Ferretti, con saggi di Alexandra de Léal, Federica Mazzarelli. per SARAH MOON Omaggio a Mariano Fortuny.

Palazzo Fortuny, Venezia
Fino all'1 maggio 2016
Informazioni
www.fortuny.visitmuve.it
info@fmcvenezia.it

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