menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pitoti: l’arte rupestre degli antichi camuni alla Triennale di Milano

Una grande mostra multimediale, un viaggio virtuale a ritroso di 10mila anni tra le oltre 350mila incisioni rupestri della Valcamonica. Aperta al pubblico dal 2 ottobre al 4 novembre

A trent’anni dalla prima mostra svoltasi alla Triennale di Milano nel 1982, l’arte rupestre della Valcamonica – primo sito italiano dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco già nel 1979 – torna alla ribalta della Triennale con una grande mostra multimediale che verrà inaugurata lunedì 1° ottobre e che rimarrà aperta al pubblico dal 2 ottobre al 4 novembre 2012 (ingresso libero grazie al sostegno dell’Unione Europea; da martedì a domenica 10.30 – 20.30; giovedì 10.30 – 23.00; lunedì chiuso).

PITOTI, questo il titolo della Mostra dal termine dialettale con cui in Valcamonica vengono chiamate le figure incise nella roccia dagli antichi Camuni, insediatisi in questa valle del nord Italia circa 10mila anni fa, è un progetto nato dalla collaborazione di tre importanti istituzioni culturali europee – il Centro Camuno di Studi Preistorici di Capo di Ponte (Brescia), il Museo di Archeologia e Antropologia dell’Università di Cambridge (Gran Bretagna), l’Università di Scienze Applicate di St. Pölten (Austria), selezionato dall’Unione Europea nell’ambito del Culture Programme 2007-2013.

Promossa con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Commissione Italiana per l’Unesco, del Touring Club Italiano, del Comune di Milano, del Consorzio Comuni BIM, della Comunità Montana e del distretto Culturale di Valle Camonica e con la collaborazione dell’Assessorato Istruzione-Formazione-Cultura della Regione Lombardia e della Fondazione Triennale di Milano, la mostra utilizza le più moderne tecniche multimediali interattive per accompagnare il visitatore nella scoperta della civiltà camuna, attraverso un’avvincente carrellata su uno dei massimi patrimoni archeologici europei, un meraviglioso archivio a cielo aperto su 10.000 anni di storia, costituito da oltre 350.000 figure incise nella pietra e giunte fino a noi: guerrieri, animali, danze, scene di caccia .... E la famosa Rosa Camuna scelta come simbolo della Regione Lombardia.

Grazie alla tecnologia digitale e alla sinergia fra discipline diverse quali archeologia, storia dell'arte, cinematica, informatica, musica, graphic design, questo patrimonio iconografico, distribuito su 160 località ed otto parchi archeologici della Valcamonica, diviene facilmente fruibile ai visitatori della mostra in un percorso espositivo fortemente coinvolgente.

Ogni sezione della mostra fa vivere diverse esperienze sia visive che sonore: figure di uomini e animali fissate nella roccia prendono vita per mostrarci scene di caccia e di vita quotidiana; filmati proiettati sulle sei pareti di una sala-cubo avvolgono il pubblico coinvolgendolo in un'esperienza di immersione totale nell’ambiente camuno, di forte impatto emotivo; la tecnologia ’panorama’ permette di viaggiare a volo d’uccello fra i siti rupestri della valle, planando sulle singole rocce incise e sulle scene rappresentate; su un grande tavolo touch-screen i visitatori possono esplorare in dettaglio le antiche figure scalfite nella roccia, grazie ad una nuova tecnica di documentazione basata sulla fotografia in alta definizione; postazioni audio permettono di sperimentare la ‘voce’ dei luoghi dell’arte rupestre, che raccolgono il suono e lo rifrangono affascinando gli ascoltatori moderni così come hanno affascinato le antiche popolazioni della Valcamonica.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Il falso mito dell'acqua e limone da bere (calda) la mattina

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento