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Una "comunista bresciana" alla conquista di Masterchef

Lucia da Brescia, impiegata e sindacalista: con un tortino di carne e carciofi convince i quattro giudici di Masterchef – quest'anno c'è anche Cannavacciuolo – e si prepara a competere per la fase finale

Tortino di carne e carciofi: scotona di manzo e lonza di maiale, con crema di patate e menta. Questo il piatto che ha sfidato e convinto i quattro giudici – tutti tranne uno – della quinta stagione di Masterchef: lei è l'unica concorrente bresciana, si chiama Lucia e fa l'impiegata.

“So quanto valgo e mi piace dimostrarlo”: esordisce così, con il tono di chi sa cosa vuole. “Il mio contesto sono le competizioni, il mio contesto è vincerle”. Il suo piatto l'ha definito “rivisto da me”: cucina per la famiglia e gli amici, tra tradizione e innovazione.

Per la prima volta quest'anno i giudici da convincere sono quattro: oltre ai 'classici' – Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco – la novità è il partenopeo Antonino Cannavacciuolo, già protagonista in tv di 'Cucine da incubo' e titolare insieme alla moglie di Villa Crespi, sul lago d'Orta.

Solo Bastianich la boccia: gli altri tre hanno detto sì, e le consegnano l'ormai celebre grembiule. Lucia da Brescia entra a far parte dell'elite dei cuochi italiani di Masterchef. Una simpatica parentesi: alla domanda sul lavoro, Lucia risponde di essere “impiegata e sindacalista”.


Proprio Bastianich quasi si spaventa: “Allora sei una comunista”. Sorriso e replica di Cracco: “Da noi i comunisti sono persone normali”. Chiusura teatrale dello chef a stelle e strisce: “In America si dice che i comunisti mangiano i bambini”. Buon appetito.

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