Iseo: presentazione dello studio storia e recupero di un antico insediamento nel territorio di iseo "il cavone"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Presentazione dello studio
STORIA E RECUPERO DI UN ANTICO INSEDIAMENTO
nel territorio di Iseo
IL CAVONE
Palazzo dell'Arsenale - Iseo
Mercoledì 2 marzo 2016 ore 20.30
Intervengono:
Enrico Pernigotto: ringraziamenti e saluti
Tino Bino: il Cavone tra immaginario e riscoperta
Angelo Valsecchi: l'evoluzione storico - architettonica
Lidia Muffolini: l'affresco della Madonna in Trono e santi
Attilio Alfredo Zani: note di araldica e di committenza
Aurelio Pezzola: percorsi e intrecci progettuali
Evento promosso da : Room & Breakfast Miramonti - Iseo
Fondazione dell'Arsenale - Iseo
Società Operaia di Mutuo Soccorso - Iseo
Partner: Cantina Boccadoro - Calino di Cazzago San Martino - BS
Al termine del recupero dell'antico borgo di Iseo "Cavone" i committenti Ulrica ed Enrico Pernigotto hanno fatto realizzare una pubblicazione, che verrà presentata il 2 marzo presso il Palazzo dell'Arsenale di Iseo, con l'intento di restituire le vicende ed il passato di questo luogo affascinante.
Il Cavone, rinato allo splendore di palazzi, cortili ed affreschi, dopo un lavoro di recupero durato 40 anni da area agricola parzialmente in stato di abbandono, ne mantiene lo spirito e ne esalta la bellezza. Un luogo vocato anche all'accoglienza turistica in un contesto unico ed esclusivo con il Room&breakfast Miramonti, gestito dal figlio Nicola.
Per noi adolescenti la corsa al Cavone partendo dal centro storico del paese era una gita fuori porta, un'avventura densa di incognite e di qualche mistero, come l'attraversamento del Cùrtel, la salita a Bosine, il perdersi nelle torbiere. I dintorni erano l'approdo del nostro girovagare, le mete delle nostre scoperte, servivano per superare le nostre barriere.60283467.jpg
"Il Cavone, per il nostro immaginario, possedeva le virtù di un luogo carico di qualche leggenda, foriero di chissà quali storie. E vederne adesso raccontate le vicende in una raffinata plaquette, che Enrico e Ulrica hanno commissionato a credibili studiosi, ci conferma la profondità di un sito dove si può viaggiare nel tempo, oltre che nello spazio. E lo scavo di Angelo Valsecchi, il senso dell'arte di Lidia Muffolini, la passione per l'architettura di Aurelio Pezzola, la raffinata cultura araldica di Attilio Zani, fanno di questo volumetto certo un utile strumento di conoscenza del territorio, ma soprattutto un esempio di come la cultura locale contenga, a saperli leggere, valori universali. Noi siamo tempo rappreso. Non solo un uomo, ma anche un luogo è tempo rappreso, plurimo. Il Cavone non è, ci dicono gli autori, solo il suo presente, ma pure quel labirinto di tempi e di epoche diverse che si intrecciano in un paesaggio e lo costituiscono, così come le pieghe, le rughe, le espressioni scavate della felicità o della malinconia, non solo segnano il viso, ma sono il viso di una persona. Il paesaggio, un luogo, scrive Andrea Zanzotto, è stratificazione di terra e storia.
E i luoghi talvolta parlano, talvolta tacciono, abbandonati a sé stessi, estromessi dalla storia. Hanno le loro chiusure, e talvolta, come nel nostro caso, le loro epifanie. L'incontro con i luoghi, testimoniano i protagonisti di questa ricerca, è un viaggio avventuroso, ricco di promesse.image%2B%25281%2529.jpg
Conoscere è l'emergere di qualcosa ignorato sino a quell'attimo, ma accolto come parte della propria memoria. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Nelle cose apparentemente note, ma improvvisamente riscoperte e arricchite di notizie, come capita in questa lettura analitica del "Cavone" , stanno le premesse di un'intensa affezione al proprio territorio.
Il viaggio più affascinante è sempre un ritorno: i luoghi di un percorso vicino a casa, mille volte attraversati senza interesse, sono in qualche modo una sfida ulissiaca, che si svela anche nel racconto del recupero dei siti, del rispetto dei loro caratteri e nell'ammirata attenzione alle ombre che ne definiscono gli spazi e alle luci che lo avvolgono come "in un abbraccio".
Quello composto in queste pagine da committenti curiosi e da specialisti appassionati, è un viaggio nella profondità del tempo, nel valore dei dettagli, nel recupero di funzioni, nel rispetto delle cose, dei materiali, ma anche dello spirito del luogo, nel significato di tanti gesti simbolici tracciati dalla catena di uomini e donne che hanno visto le stesse cose che vediamo noi, che hanno costruito e vissuto il "Cavone" , come una geografia significativa della piccola patria iseana.
Tino Bino
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