Manager bresciano: «Come il cellulare mi provocò il tumore»

Esce il libro 'Toglietevelo dalla testa', che racconta del caso di Innocente Marcolini, 58 anni, il primo uomo al mondo a cui un tribunale, quello di Brescia, ha riconosciuto che il suo tumore alla testa è legato all'uso del cellulare

"Le onde elettromagnetiche fanno male ma vengono ampiamente usate nel settore militare. E' questo il grosso problema per cui non si dice la verità". Il bresciano Innocente Marcolini, 58 anni, il primo uomo al mondo a cui un tribunale, quello di Brescia, ha riconosciuto che il suo tumore alla testa è legato all'uso del cellulare, lo dice senza indugi.

Del suo caso si è occupato il giornalista Riccardo Staglianò nel libro 'Toglietevelo dalla testa' (pp 353, euro 15), dedicato a "cellulari, tumori e a tutto quello che le lobby non dicono", appena uscito per Chiarelettere. Ex manager, Marcolini nel 2002 si accorge, facendosi la barba, di una strana sensazione al mento, fa degli accertamenti e scopre di avere un neurinoma al trigemino sinistro che interessa il ganglio di Gasser. Si fa operare a Lucerna, in Svizzera.

L'operazione riesce ma la membrana che ricopre i nervi viene lesionata e oggi vive con un cerotto di morfina per tenere sotto controllo il dolore e ha perso sensibilità all'occhio sinistro che non produce più lacrimazione.

"La mia vita è cambiata radicalmente ma, oggi uso ancora il telefonino. Vengono raccontate un sacco di menzogne - sottolinea Marcolini- .Basta adoperare il cellulare per brevi telefonate, con l'auricolare e con il viva voce in macchina. Così i rischi vengono ampiamente ridotti. Per il mio lavoro io lo usavo 5-6 ore attaccato all'orecchio. Al consumatore va detta la verità. Se esiste una possibilità di rischio perché correrla".

"Nelle prossime settimane - annuncia l'ex manager - uscirà su una rivista scientifica americana una relazione del professor Angelo Levis, che mi ha curato, in cui si dimostrano i danni correlati alle onde elettromagnetiche. I tumori al cervello per chi ha fatto uso frequente del cellulare sono aumentati di tre volte. E non é vero che il filo dell'auricolare fa da antenna come spiega bene Staglianò nel suo libro".

L'intento dell'autore del libro è proprio quello di fare chiarezza sulla confusione all'ennesima potenza che si è creata sul bene o il male dei cellulari al punto che si "é arrivati addirittura a dire che adoperarli può prevenire l'Alzheimer" sottolinea Staglianò. "Il finale - aggiunge - ancora non si sa. Per sapere in maniera definitiva se l'uso del telefonino aumenta in maniera considerevole il rischio del tumore, bisogna aspettare".

Ma, nel frattempo, perché non prendere le giuste misure come suggerisce il decalogo per un uso sicuro, in apertura del libro, fra cui viene suggerito come proteggersi dalle radiazioni. Oltre ai suggerimenti dati da Marcolini quello di "evitare di tenerlo a contatto con il corpo. Niente tasche dei pantaloni né taschini della camicia".

Ma se non fosse rischioso farlo, perché i manuali di istruzione dicono di tenerli da 1,5 a 2,5 centimetri dall'orecchio? E perché nel 2011 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito il telefonino tra i possibili cancerogeni? E perché tutta questa paura di dire la verità?

"Nel 1993, il giornalista americano Larry King nel suo famoso programma ha ospitato il marito di una giovane donna morta per tumore al cervello perché parlava troppo al telefonino. A due settimane da quella trasmissione l'industria telefonica ha perso quasi il 20% del valore in borsa" dice Staglianò e aggiunge, riferendosi all'ipotesi di Marcolini che "nel 2012 non ci sarebbe guerra senza campi elettromagnetici". Senza parlare dell'aspetto psicologico e delle richieste di risarcimento danni.

Ampiamente documentato, 'Toglietevelo dalla testa' analizza i diversi conflitti d'interessi di cui è costellata la materia che riguardano l'industria telefonica, il governo, gli stati e anche i giornalisti e fa un paragone fra l'industria del tabacco e l'industria telefonica, un remake con le lobby al contrattacco.

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