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“Come difendersi dall’arte e dalla pioggia”, Emilio Isgrò ospite al Museo di Santa Giulia

L'evento con l'artista di fama internazionale sarà accompagnato da una degustazione dei vini dell'Azienda Agricola Averoldi

Poeta visivo e artista concettuale, drammaturgo e scrittore, Emilio Isgrò sarà l’ospite di mercoledì 15 maggio (ore 18.45, "white room" del Museo di Santa Giulia) per gli "Incontri che sorprendono, intervistato" per l’occasione da Paolo Bolpagni, componente del comitato scientifico della mostra "Novecento mai visto".

Nel 1964 Emilio Isgrò ha cominciato a cancellare: testi importanti dai quali ha eliminato frasi e parole, quali la Costituzione o l'Enciclopedia Treccani, stravolgendo il significato degli stessi, oppure immagini vuote o colore su colore, in cui a parlare era una breve didascalia.

Ha rivoluzionato l'arte visiva ed è stato l'iniziatore delle opere concettuali: la sua teoria delle cancellature nasce dal bisogno di eliminare il superfluo, il rumore, l'inutile da una società carica e ridondante di segni, per ritrovare ed esaltare il vero significato delle cose importanti. Immagini, fotografie, parole e cancellature per creare un insieme spiazzante e contestatorio. Innovatore e teorico, Isgrò apre quindi le porte ad un nuovo linguaggio che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa delle origini.

Il tema della cancellazione, latente nelle vicende dell’arte del XX secolo, diventa così una prassi sistematica del suo essere poeta. L’artista intende così mostrare il vuoto, l’assenza: unica chance del vedere, o almeno dell’immaginare, del rappresentare, è affidata alla didascalia, alla parola appunto, tesa nello sforzo di dire ciò che non può, di esprimere l’inesprimibile.

L’incontro di cui è protagonista verte sul tema “Come difendersi dall’arte e dalla pioggia”, come suggerisce il titolo del suo libro curato da Beatrice Benedetti, edito da Maretti editore, che non vuol dire che si può fare a meno dell’arte (così come non si può fare a meno dell’acqua) ma semplicemente che è venuto il momento di affrancare l’arte dal buio “platonico” nel quale si trova immersa, per restituirla a una più feconda, fruttuosa trasparenza “aristotelica”, come Isgrò propone esplicitamente nel sarcastico, ironico Manifestino dell’arte epica, dove la cancellatura è chiamata a fare da schermo catartico “tra l’occhio che guarda e l’arte che inganna”.

L’evento sarà accompagnato da una degustazione dei vini dell’Azienda Agricola Averoldi di Bedizzole, una cantina che ha aderito alla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda: vini che coniugano la ricerca della qualità nel rispetto della tradizione, con costanza e assiduo lavoro.

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