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Il Vaticano sbarca su Marte, col regista bresciano Piero Galli

«L'idea di farci entrare il Vaticano mi venne quando un amico mi regalò una bandiera vaticana il giorno della visita papale a Brescia - ha dichiarato il regista - e ho immaginato il primo uomo che piantava su Marte la bandiera gialla e bianca»

Piero Galli, cineoperatore e regista bresciano di film amatoriali di 35 anni, è stato ospite di un’ importante trasmissione della rete nazionale boliviana. Era in studio per parlare del suo ultimo film, «Vaticano su Marte» (costato 22mila euro), un fanta-trash «un genere il trash che da quelle parti neppure conoscevano come categoria estetica».

Galli ha girato in Bolivia quasi l’intero film, principalmente nel deserto di sale più grande del mondo, il Salar de Uyuni, set perfetto per una pellicola ambientata su Marte. «Il Salar de Uyuni - racconta il regista - è così bianco che si vede dallo spazio, brilla come una lente che riflette la luce. Dell'Atakama colpiscono i colori spettacolari, nuance incredibili di rossi, galli e marroni».

Il film parla di tre astronauti che si allenano per la missione, che poi spetterà a due soli: un uomo e una donna. L'escluso, naturalmente, cercherà di vendicarsi, e dalla terra proverà a mettere i bastoni nelle ruote alla spedizione marziana: «L'idea di farci entrare il Vaticano mi venne quando un amico mi regalò una bandiera vaticana il giorno della visita papale a Brescia: ho immaginato una missione finanziata dal Vaticano e un primo uomo che piantava su Marte la bandiera gialla e bianca».


 

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