Domenica, 20 Giugno 2021
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FilmLabFestival: a "Kush" il titolo di Miglior Corto 2013

Con "Kush", selezionato nella short list dei 10 migliori corti per la nomination all'Oscar, il regista indiano vince l'annuale edizione del festival bresciano. Al secondo posto Stufe Drei di Nathan Nill della Media Hamburg School. Medaglia di bronzo per i Butzkashi Boys

Una fotogramma dal corto "Kush"

Si è conclusa ieri sera, con la proiezione degli ultimi inediti in concorso e con l’assegnazione del titolo di miglior corto 2013, il premio assegnato quest’anno eccezionalmente dal pubblico.

Il vincitore è stato Kush, il corto del giovanissimo regista indiano Shubhashish Buthiani, seguito al secondo posto da Stufe Drei di Nathan Nill della Media Hamburg School (presentato sabato sera in sala) e al terzo da Butzkashi Boys. E proprio il regista Shubhashish Buthiani, presente in sala insieme ad altri ospiti, in città grazie alla proficua collaborazione con la Brescia Film Commission, ha potuto ritritare l’ambito premio.

Già premiato a settembre al Festival di Venezia nella Sezione orizzonti come miglior corto, e selezionato nella short list dei 10 migliori corti per la nomination all’Oscar, notizia ricevuta dal regista proprio in questi giorni di permanenza bresciana, Kush si conferma un’opera straordinaria.

Siamo nel 1984 quando il primo ministro Indira Gandhi viene assassinata da due sue guardie del corpo Sikh. E’ l’inizio di una serie di repressioni violente in tutto il paese. E’ in questo preciso momento storico che una scolaresca sta facendo rientro a casa. Sul pullman i bambini e la loro maestra. Tra loro c’è Kush, un bambino Sikh. Toccherà alla donna trovare il modo per salvare il piccolo.
Un corto che si inspira ad un tragico periodo della storia indiana, che ha causato la repressione di migliaia di innocenti attraverso tutta l’India.

Un cast eccezionale di attori non professionisti, - i ragazzini frequentano la parrocchia della madre del regista o sono amici dei suoi genitori, la maestra frequenta la stessa palestra del padre -, per un’opera che emoziona e che è in grado di raccontare tutta la freschezza e l’internazionalità dall’infanzia attraverso lo sguardo dei piccoli protagonisti.

Il regista, che all’età di 16 anni ha deciso di trasferirsi a New York per studiare regia ha detto di essersi molto ispirato ad un altro corto, premiato con il miglior montaggio Flabf nel 2011 e presentato al Nuovo Eden sabato sera: Na wewe. Un’altra guerra civile, questa volta in Africa, tra gli Hutu e i Tutsi. Quando a salvare la vita può bastare una canzone degli U2. Una conferma della grande qualità delle opere che vengono selezionate per il concorso di FilmLabFestival, organizzato da Albatros Film, AS Borsoni e Nuovo Eden.

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