Domenica, 20 Giugno 2021
Cinema

Il disastro del Gleno diventa film: «All’inferno non c’è solo il fuoco»

Si cercano comparse per l'autoctona produzione di 'Gleno, all'inferno non c'è solo il fuoco', il film-inchiesta di Tiziano Felappi che ripercorre la tragica storia del disastro del Gleno, quando morirono oltre 500 persone

Quel che resta della diga del Gleno

Un dicembre terribile, in quel 1923. L’anno del crollo della diga del Gleno, tra la Valle di Scalve e la Valcamonica, il cedimento strutturale di quella montagna di cemento che poi di cemento non era. Appalti gonfiati e trucchetti del mestiere, allora come oggi, e i muri e le arcate, fatte di calcina e non adatte a reggere l’urto di tutta quell’acqua: bastò infatti la forte pioggia a crepare i secchi muri, ad aprirsi un varco innaturale, a far scivolare fino in valle milioni di metri cubi di acqua.

Da Bueggio ad Angolo, e poi Azzone e gli stabilimenti di Povo e Valbona e giù fino a Darfo, il ponte Formello, perfino un santuario: tutto distrutto, niente che rimase, e 500 morti sulle spalle della storia per la più terribile catastrofe sociale della valle camuna. Vennero indagati i progettisti, gli appaltatori, gli ingegneri e i responsabili: una storia che poi si ripeterà, tutti assolti o quasi, una multa e poco più.

Il disastro del Gleno, a 90 anni dalla sua memoria, è pronto a diventare un film: una produzione ‘artiginale’ e autoctona, direttamente da Costa Volpino in Bergamo e da Tiziano Felappi, con la sua Rete Folpo Produzioni. La sceneggiatura è pronta, si ragiona nei termini di un’ora e mezza di girato: e il regista ancora cerca comparse che “vogliano lavorare con passione”.

Le riprese cominceranno a ottobre; il film, intitolato ‘Gleno, all’inferno non c’è solo il fuoco’, dovrebbe essere pronto entro i primi mesi del 2014.

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